Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Lecco. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <342>
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342 Marco Maggiori
illuminista e positiviste, appariva alternativo con la sua esigenza di libertà di pensiero, quindi di rottura del legame con l'istituzione sacra.
La chiesa non accettava né l'autonomia dell'interesse politico, né quella della scelta individuale di vita, resa più facile dall'istruzione di massa. Perciò il clero è nemico dell'istruzione, afferma YAdda in alcuni articoli del 1870 che hanno per titolo Dell'istruzione obbligatoria.
E conclude che, di fronte alla contraddizione evidente fra il predicare l'amore del prossimo e poi impedire il vantaggio dello sviluppo intellettuale, finché il clero non inizierà a sostenere dal pergamo la necessità dell'istru­zione, è bene che rimanga al di fuori dell'istituzione scolastica, ad esempio dalle Commissioni di vigilanza sulle scuole.94)
La discussione suscitata in Italia, dal 1870 al 1874, dai diversi progetti di legge governativi si concentrò in effetti sul problema della obbligatorietà dell'insegnamento elementare e su quello della esclusione dell'insegnamento religioso dalle scuole. UAdda interviene praticamente soltanto sul primo. In un'analisi abbastanza attenta delle idee dei clericali prova sconcerto per la loro opposizione all'obbligatorietà in nome della libertà dei genitori di edu­care i figli e di procacciare l'istruzione come, dove, quando credono più opportuno .
La posizione del periodico lecchese viene precisata con queste parole: Come la legge non lascia i genitori padroni di abbandonare i figli o di farne turpe mercato così noi vogliamo che la legge ai genitori imponga l'obbligo di dare ai figli insieme al nutrimento del corpo, anche i primi ammaestramenti dello spirito; affinché non abbiano a crescere come bruti; a danno non solo di sé stessi, ma dell'intero corpo sociale. Passa poi a ribattere l'altra obiezione dei cattolici, e cioè che la scuola statale generalizzata dia diritto al governo di foggiare le teste tutte sul suo modello, come i tegoli e le palanche, dal momento che il governo avrebbe la facoltà di imporre a tutti i testi, i principi morali e gli insegnanti (è l'accusa di comunismo che allora correva contro la scuola statale obbligatoria).
La risposta del'Adda si rifa all'articolo 5 del progetto di legge dell'ex ministro della pubblica istruzione Cesare Correnti, mai approvato dal parla­mento ma con cui si dichiara d'accordo: l' articolo 5, dichiara in modo esplicito che i parenti sono padronissimi di mandare i loro figli o pupilli alle scuole comunali, che loro meglio convengono ; ed anche di provedere alla loro istruzione in famiglia, per mezzo di scuole private. Il che tronca ogni questione. I ragazzi si lascino padroni d'imparare l'alfabeto dove e meglio loro talenta. Solo di restare completamente idioti non è loro concesso .95)
M) Dell'istruzione obbligatoria, 23 aprile 1870, in cui il contrasto fra fautori o meno dell'obbligo scolastico vìen presentato come lotta fra la luce e le tenebre.
5> UistruyoM in Italia, 17 ottobre 1874.