Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Lecco. Secolo XIX
anno
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1998
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pagina
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343
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L'Adda di Lecco 1870-1876
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Esisteva un altro grosso ostacolo da superare per arrivare ad un allargamento significativo del diritto all'istruzione: l'indifferenza, se non l'ostilità, delle famiglie, su cui si appoggiava naturalmente la Chiesa nella sua opposizione. Ecco allora le numerose critiche àeYFAdda all'insensibilità dei genitori, gli inviti accorati a considerare favorevolmente la possibilità d'istruzione per i figli: viene ingaggiata insomma una lotta contro la parrocchia per avere influenza sulla famiglia.96) È da escludere che la capacità di persuasione del giornale non fosse men che modesta fra le famiglie di Lecco ma la conversione delle coscienze, necessaria a portare l'Italia al livello delle nazioni più progredite, coinvolgeva veramente tutte le forze politiche del Risorgimento.
Anche da sinistra tuttavia veniva il pericolo: il socialismo, il comunismo o, come si diceva, l'internazionalismo, apparivano 2A.ddat come a tutti i liberali, ideologie contro natura, sovvertitrici di un ordine sociale che non poteva che essere gerarchico, per le naturali differenze tra gli uomini. Il giornale lecchese vuole riforme contro le ingiustizie, non rivoluzioni: la moralità, a cui fa sempre appello con fiducia, e la razionalità moderne possono risolvere tutti i problemi, per cui non accetta coloro che parlano di insopportabili oppressioni da rovesciare. Lo scopo del sistema educativo è anche quello di ostacolare la diffusione delle nuove minacciose idee. Solo che non lo dichiara mai esplicitamente; gli internazionalisti non vengono mai nominati (come accade invece per i clericali) nei commenti sui problemi educativi; si fa capire soltanto che si parla di loro.
Cosi, nell'articolo già citato sulle biblioteche popolari, si accenna ai desiderai incomposti: l'operaio che vi [nella scuola] ha imparato a leggere e non legge mai, resta nella primiera ignoranza, e se non gli avremo educato il cuore, il nostro lavoro sarà fuorviato, e forse di un analfabeta onesto avremmo sic un falsificatore, di un operaio laborioso, nella breve cerchia delle sue idee, un infelice per desiderii incomposti, e alla fine si giudicano negativamente gli studenti che imparano a memoria un volumetto di storia e poi si credono, in buona fede, di sapere la storia e se ne vantano. Così una sintesi prematura uccide l'analisi.
E subito prosegue: Laonde escono dalle scuole aborti d'uomini i quali non portano seco che la prosunzione di sapere perché non videro da sé la vastità spaventosa dello scibile; e che come quell'insetto che si vede nella primavera avanzata, tengono qualche cosa di tondo sotto le mani, e si credono di tenerci il mondo. Uomini di questa fatta devono spaventare più che
> Dell'istruzione obbligatoria est, dove si propone alle autorità scolastiche un metodo accorato di indagine al fine di scoprire le famiglie che ricusano di far istruire i figli, agendo poi attraverso ammonimenti, esortazioni e pene previste dalle leggi Invece l'articolo GB studi, 26 agosto 1871, di G. V (Giacomo Vicini, direttore della scuola tecnica e collaboratore assiduo déiVAddd) riflette sugli esami, sostenendo che il progresso li esige rigorosi ma purtroppo i giovani appaiono piuttosto pigri e restii ad accettare la severità degli studi: le conseguenze ricadono anche sui poveri insegnanti che sprecano fiato e soffrono di mal di stomaco!