Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Lecco. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <347>
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L'Adda di Lecco 1870-1876
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Anche l'Adda, come tutti allora, guarda a come si possa imitare l'effi­cienza e la potenza dell'esercito prussiano di cui trova l'origine nell'istruzione diffusa, propria dei paesi protestanti: le strepitose vittorie riportate dalla Prussia contro l'Austria e contro la Francia (vittorie che tutti riconobbero essere dovute ai maestri di scuola, ossia a quel maggiore grado di cultura che è frutto appunto dell'istruzione obbligatoria) diedero una grande scossa anche ai governi più ritrosi.108)
Se guardiamo al dibattito politico del tempo il giornale lecchese appare in concordanza con le posizioni della Sinistra costituzionale, ad esempio di Francesco Oàspi e di Giovanni Nicotera,10?) per i quali non c'erano dubbi che l'Italia potesse salvarsi solo armandosi. La Sinistra Estrema si differen­ziava, almeno nei discorsi, perché manteneva con una certa forza l'idea democratica della graduale soppressione dell'esercito stanziale , legata com'era alle vicende emblematiche della guerra di popolo garibaldina e radicalmente ostile di fronte ai costi dell'esercito permanente.110)
Tuttavia Bertani parlava di gradualità rivelando i suoi dubbi sull'applica­bilità effettiva del modello e alcuni anni prima, nel dibattito sulla conquista del Veneto, aveva affermato con ambigua sicurezza sia che è necessità combattere colle armi che la legge consacra e nel campo che la legge ha prescritto sia, poco prima, che gli eserciti permanenti sono incompatibili con la libertà.111)
JAAda9 con la solita oscillazione, insieme al desiderio dell'esercito forte, accenna alla eliminazione dell'esercito permanente, pur rimandandola ad un tempo lontano, e dopo la sconfitta di Napoleone m esce in un elogio della ribellione popolare spontanea dei francesi contro lo straniero invasore, avvicinandosi alle idee insurrezionaliste mazziniane: Se a debellare l'armata
Vangelo, ma il rimbombo dei cannoni, delle mitragliatrici, dei chassepots, dei fucili ad ago e di tutti gli altri infernali istromenti di distruzione, inventati dal genio malefico degli uomini, coprirebbero la sua voce (Caro Direttore, 20 agosto 1870). E con maggiore angoscia: È uno spettacolo d'orrore che fa rizzar le chioma sul capo e fa dubitare dell'umana ragione, per proseguire: Intanto una frenesia di sangue pare che invada la vecchia Europa. Tutti gli stati armano, come se non anelassero che di gettarsi nella mischia per accrescere le ecatombi delle vittime innocenti dell'umana superbia. Quo quo scelesti ruttisi griderò anch'io. Che la pace sia proprio fuggita dalla faccia di questa civilissima parte del mondo? Che l'uomo non senta più che i feroci istinti della belva? E ciò in mezzo ai progressi delle scienze e delle arti, alla luce della civiltà, quasi per far risaltare di più l'enormezza delle rovine economiche e morali (Caro Direttore, 10 settembre 1870).
?08) L'istruitone in Italia, 14 ottobre 1874 e 17 ottobre 1874.
IW) F. CHABOD, op. cit., pp. 575-576. Nicotera presentò una proposta specifica al parla­mento il 18 marzo 1873.
") A tutti questi milioni di lista civile aggiungi i milioni degli eserciti permanenti (A. MAZZOLENI, op. eit.t p. 249). Per Bertani si veda J. W. MARIO, Agostino Bertani e i suoi tempi, Firenze, Barbera, 1888, voi li, p. 359.
m) A. BERTANI, Della opposizione parlamentare dt, pp. 32-33.