Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Lecco. Secolo XIX
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1998
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L'Adda di Lecco 1870-1876
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dei conflitti fra gli Stati, benché fosse una proposta che trovava adesioni anche al di là del campo democratico.
I repubblicani lecchesi che danno vita al giornale fanno chiaramente prevalere il realismo di chi vede che la forza dissuasiva dell'Italia può stare soltanto nell'esercito regolare, ma una simile convinzione crea nel contempo un'altra singolare contraddizione. Mentre infatti si elogia l'autorevolezza che sola può provenire dalla forza militare, compaiono, in tutti questi anni, appelli al pacifismo, all'antimilitarismo, alla pace repubblicana universale.
Come altre volte dagli articoli escono posizioni che, ideologicamente, si possono collocare dalla destra alla sinistra. La proclamata apoliticità del giornale si traduce in disinvoltura di proposte tra cui appare impossibile trovare conciliazione.
Ubbidendo alla spinta più idealistica, durante la guerra franco-prussiana si susseguono le dichiarazioni antibelliciste che, in nome del progresso, relegano la guerra tra i residui rozzi di un passato che non si decide a scomparire,115) tra le sopravvivenze di un'umanità delle passioni anziché della dignità e della giustizia. Né VAdda si limita ai rapporti internazionali poiché non mancano le denunce contro l'utilizzo dell'esercito a scopi di repressione interna, con metodi gratuiti di violenza; coerentemente possiamo trovare allora articoli che irridono alle assurdità della disciplina militare P o che, nel più deciso spirito antimilitarista, descrivono tristemente scene di lacrime in famiglia per la partenza del figlio coscritto, tolto agli affetti ed al lavoro.
All'opposto c'è invece la trasfigurazione idìllica della vita militare riaffermando con convinzione la necessità dell'arruolamento di leva e l'incorrut-
115) L'io è ben poca e meschina cosa al cospetto dell'intera umanità offesa da "un'alta ipocrisia", di cui mi pare impossibile che oggidì noi possiamo tutti essere ancora zimbello. Parlo della mostruosa guerra, appena iniziata, tra Francesi e Tedeschi (A Balsamo Incudine, 30 luglio 1870); e ancora: quella suprema iniquità che è la guerra {Caro Direttore, 20 agosto 1870); infine: nessuno strapperà dall'animo nostro la convinzione che la guerra sia un anacronismo nel tempo del progresso, e sia la massima delle iniquità, appunto perché da una parte e dall'altra gli uomini si scannano a vicenda per lo più senza saperne il perché (Rivista politica, 3 settembre 1870). Si deve anche tener conto dell'opposizione dell'Adda ad un coinvolgimento dell'Italia nel conflitto per il quale non si vedeva un'adeguata preparazione. Il tono pacifista comunque non è limitato a questi anni dì guerra.
116) Il militarismo, 20 gennaio 1872: è un articolo riportato dall'U/wtó Italiana che racconta fatti di violenza e repressione crudele verificatisi a Cuba; Notile politiche,, 31 maggio 1873, riferisce che sono stati arrestati nella Capitale Gnocchi Osvaldo, [...] Tito Zanardelli, designati quali capi dell'Internazionale , un articolo déW*Epoca, riportato il 9 dicembre 1874, parla del processo a Podi contro 10 giovani arrestati per opposizione a sciogliere un assembramento. Il 20 giugno, il 4 luglio ed il 18 luglio 1874 compaiono tre articoli dal titolo La disciplina militare, ripresi dal Ubarti alpigiano di Chiavenna e firmati Giulio Cesare Cassio: sotto le vesti di un dialogo immaginario tra un soldato semplice ed un ufficiale si fa trasparire l'autoritarismo, l'arbitrio, l'assurdità, la comicità delle situazioni e dei rapporti propri della vita militare.