Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Lecco. Secolo XIX
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1998
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353
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L'Adda di Lecco 1870-1876
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Una sola voce ha parlato in nome del dovere: Egli, che comprendeva la Verità qual è veramente, c'insegnò per primo che non il diritto ma il dovere esiste: il primo è figlio del secondo. Senza questo non hawi quello .126)
Di fronte a questa realtà politico-istituzionale, specularmente, sta la società italiana con la criminalità invadente, con gli omicidi, i furti, gli incendi, la mafia. Stando alle notizie di cronaca riportate àaiSl'Adda non pare che la delinquenza locale, a Lecco, fosse meno diffusa che in altre parti d'Italia, se si tien conto che in quasi tutti i numeri vengono riferiti casi di violenza di vario genere. In un discorso del prefetto di Como Luigi Zini al Consiglio Provinciale, riferito sul giornale il 16 settembre 1873 e dedicato alla situazione dell'ordine pubblico, si parla ad esempio di un aumento dei furti campestri, precisando comunque che sono in diminuzione i delitti con esito cruento.127)
Certo più grave era il problema della mafia, con la collusione dei poteri dello stato. H caso più clamoroso fu, nel 1871, quello che ebbe come protagonista il procuratore generale di Palermo Diego Tajani Egli ebbe il coraggio di incriminare come mandante di omicidio il questore della città, Giuseppe Albanese, accusando di favoreggiamento lo stesso prefetto, il generale Giacomo Medici e, in ultima analisi, lo stesso presidente del consiglio Lanza che lo difendeva. In effetti il prefetto Medici, dal 1868 al 1873, come comandante militare dell'isola dotato di poteri eccezionali, fini per accettare e favorire una collusione tra mafia e forze dell'ordine coinvolte in diversi delitti.12)
H riferimento a Mazzini è contenuto in un articolo di carattere filosofico-giuridico, appartenente ad una serie che prosegue per più di un anno: ha ricerca del vero giurìdico, 15 luglio 1871. L'autore è Alfe., il principale collaboratore del periodico nella sua prima fase.
tz?) Come esempio dei casi innumerevoli di cronaca nera lecchese si possono citare i tre fatti riportati il 15 marzo 1873 in Varietà e notile. Ferimento - La sera del 9 corr. mentre certo P.G. maestro di scuola privata di Oggiono si recava a casa sua, incontrava un tal Pizz. U. sarto pure di Oggiono in compagnia d'un altro sconosciuto, quegli avendo in principio di sera redarguito in un'osteria il Pizz... perché offendeva con parole qualcuno degli astanti che in questa trovavansi, e dietro di ciò vennero di nuovo a diverbio, ma il predetto Pizz... estratto un coltello a falcetto, vibrò tre colpi al B. causandogli tre ferite, due al capo e l'altra al collo. Il Pizz... si rese latitante. Furto. - Certo P. G. filatore in seta di Ponte S. Pietro che trovavasi d'alloggio in casa di M.G. di Porchera (Brivio), gli rubò Lire 13 più una giacchetta, un gilet ed un cappello. Il P.G. venne subito arrestato. Arresto - Venne arrestato nella trazione Guarnera (Oggiono) C.À. assistente di stabilimento serico imputato d'espropriazione indebita di furto seta pel valore superiore a L. 300, di tentata distruzione e di alterazione di documenti privati, commessi a Bosisolo (Oggiono) a danno del sericoltore Corbetta Carlo di Milano. Anche gli incendi dovevano essere piuttosto diffusi se vengono riferiti dei casi in Sardegna, con tre arresti (Rivista politica, 26 agosto 1871) e sulle montagne Iccchcsi dove pare che servissero ai poveri, in autunno, per procurarsi legna per l'inverno (/ grandi fuochi d'autunno e. la miseria dell'inverno, 30 settembre 1871).
I28) Per una sintesi dei fatti si veda G, CANDELORO, op. cit., voi. VI, pp. 86-89.