Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Lecco. Secolo XIX
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1998
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354
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354 Marco Maggiori
Il procuratore Tajani fu costretto alle dimissioni e si presentò poi al parlamento come deputato della Sinistra avendo un ruolo fondamentale nella discussione e nella parziale bocciatura delle leggi eccezionali di pubblicai sicurezza per la Sicilia, proposte da Minghetti alla fine del 1874.
Da agosto a dicembre A.dda segue con una certa attenzione la vicenda, pur dando come al solito informazioni concise. Rende note anzitutto le dimissioni del procuratore di Palermo per dissensi con il prefetto circa la legalità di certi atti dell'autorità governativa. Poco dopo riferisce del mandato di cattura contro il questore Albanese, accusato di omicidio e di intesa col gruppo mafioso dei fratelli Romanotto. Stranamente tuttavia ottiene un congedo regolare per Firenze. Seguono voci contraddicenti [sic] sulle dimissioni del prefetto, ma intanto vi sono fughe di notizie sulla requisitoria del procuratore Tajani contro il questore. Le notìzie vengono pubblicate ed il ministero ordina un'inchiesta giudiziaria in merito.
Al processo, effettuato e concluso in poche settimane, il questore viene assolto per insufficienza d'indizi a proposito dell'imputazione di omicidio dei fratelli Bruno, e per non luogo a procedere riguardo a tutte le altre imputazioni. Nel frattempo la carica di procuratore di Palermo, dimessosi Tajani, viene offerta a quello di Trani. A proposito della prefettura si parla di disaccordo, all'interno del governo, sulla convenienza di rimandare il Medici a Palermo ma i dubbi cessano e, per il generale appena ritornato, la città fu imbandierata per un'accoglienza cordiale .129) L'unico commento ai fatti compare nella Rivista politica del 4 novembre 1871 e merita di essere riportato: Una pagina curiosa di storia contemporanea viene inaspettatamente offerta dalle rivelazioni sulla esistenza della Mafia in Sicilia, rivelazioni che puzzerebbero di romanzo e d'incredibilità in questa era di civiltà progrediente, se non si [sic] convincessero del vero l'assoluta assenza d'ogni smentita. Non possiamo ammettere però come vero il mostruoso connubio della tenebrosa potenza mafiosa col potere legalmente costituito a salvaguardia degl'interessi interni del paese, perché troppo immorale ciò deve apparire presso una nazione la quale stigmatizzò lo spionaggio, primo gradino della Mafia, e quantunque stia al di sopra di ogni apprezzamento morale la severa massima che il cuore dell'uomo è un abisso profondo, e tutto è possibile nel migliore dei mondi possibili, pure constatiamo con soddisfazione, che il verdetto del Magistrato Superiore ebbe indirettamente a non accogliere le supposizioni forse troppo avventate degli spigolatoli di allarme. L'avvenire dirà il resto: perché la vera storia non si fa nello stesso giorno in cui si compiono i fatti, ma bensì quando ne cessò l'eco e subentrò nel silenzio la loro memoria. Che fare di fronte all'illegalità diffusa ovunque, fino ai un grado mostruoso ?
129) Tutte le notizie sono desunte dalla Barista politica dei giorni 26 agosto, 23 settembre, 7 e 28 ottobre, 4 e 11 novembre, 2 dicembre 1871.