Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Lecco. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <363>
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L'Adda di Lecco 1870-1876
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sivi ma negli articoli l'atteggiamento dubbioso iniziale, proprio di chi riferisce cose riportate da altri e forse non credibili, si trasforma, nel giro di pochi giorni, nell'irata condanna della provocazione perpetrata dal governo che ha organizzato delle bande per procedere allo scioglimento delle molte società democratiche e all'arresto di importanti esponenti prima delle elezioni politiche: infatti nessun indizio, nessun documento appare a far luce su quei tristi fatti.163)
In tal modo il giornale può allontanare l'accusa possibile di collusione con movimenti violentemente sobillatori e condannare drasticamente i fa­ziosi come ciurma briaca di schiamazzatori .164) L'importante è tener distinti gli internazionalisti faziosi, finti cospiratori assoldati dal governo, dai repubblicani liberali, come ribadiranno anche gli esponenti della Sinistra Estrema in parlamento e fuori: Il governo voleva levarsi dattorno il ronzio molesto dei repubblicani , avviati a partecipare alle elezioni di novembre: così predisposta, cogli spettri rossi, la pubblica opinione e preparato il terreno, coll'opera dei prefetti e della stampa ufficiosa, il Governo ingaggiò la grande battaglia delle elezioni generali.165)
I repubblicani si sentivano doppiamente e ingiustamente perseguitati, collocandosi essi tra i protagonisti della costruzione del nuovo Stato italiano, con lotte e sofferenze sopportate per decenni e con l'opposizione quotidiana ai due più pericolosi movimenti dell'Italia del tempo, il clericalismo e l'internazionalismo. La posizione è bene espressa da Luigi Anelli: Ma i Moderati non sapevano persuadersi che la legalità mantenendo l'ordine, e la libertà domando per necessità di vita propria la licenza, siedono custodi della quiete e della prosperità delle nazioni. Volevano dominare con la forza le
163) II primo resoconto dei fatti è riportato dalla Rivista politica dell'8 agosto 1874 rife­rendo che si dava per certo che alcuni dei mandatario a questa riunione [in Romagna] avesse­ro incarico d'insistere per affrettare un movimento sovversivo. È invece la Rivista polìtica del 22 agosto che parla di bande organizzate dal governo e di assenza di indizi. Come è noto le feroci polemiche tra mazziniani e internazionalisti, specie dopo la condanna della Comune di Parigi da parte di Mazzini, non impedirono contatti tra i due gruppi, specie tramite i garibaldi­ni Ad esempio Luigi Castellazzo ed Eugenio Valzania, compagni del lecchese Ernesto Pozzi nelle campagne garibaldine degli anni precedenti, ricordati più volte sulle pagine dèi'Adda. Il convegno dei capi repubblicani alla Villa Ruffi di Rimìni aveva lo scopo, secondo alcuni storici, di affrontare le forti divergenze esistenti sulla validità di un'azione insurrezionale comune con gli internazionalisti, secondo altri di discutere il problema della partecipazione alle elezioni politiche di novembre: questa fu la versione data da Aurelio Saffi e da esponenti della Sinistra parlamentare. Dopo gli arresti ci fu lo scioglimento d'autorità di associazioni repubbli­cane ed internazionaliste.
,M) Rivista politica, 22 agosto 1874.
t5) A. MAZZOLENI, LOG legislatura cit., pp. 485 e 487. A proposito degli anarchici bolo­gnesi parla dello scorazzare di ridicole bande armate nelle Romagnc (p. 484). Agostino Bertoni, il 14 giugno 1875, afferma che con gli arresti di Villa Ruffi giovava alla parte politica mettere insieme gli internazionalisti coi repubblicani (A. BERTANI, Scritti e discorsi dì Agostino Bertoni. Scelti e curati da J.W. Mario, Firenze, Barbera, 1890, p. 189).