Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Lecco. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <364>
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364 Marco Maggiori
credenze della Democrazia, o ridurla almeno al silenzio, accusandola di guastare con le sue dottrine l'opera del loro senno e della loro sapienza civile. E non sapendo indocilirla, liberi da ogni rispetto di ragione e di coscienza perché l'uomo di Stato, a lor detto, deve arrivare ai suoi fini per qualunque via l'accorgimento gli additi, decisero di non darle pace, e né perdonarono agli uomini stessi di egregia fama, di vita incontaminata, che ne fossero seguaci .l6<9
H governo ovviamente si preoccupava anzitutto di quella parte, minori­taria, dei mazziniani e garibaldini che conservava velleità insurrezionali di mutamento del sistema. Davanti alla repressione, insopportabile appariva il confronto con l'arrendevolezza, se non con la collusione dei moderati coi clericali, oppositori dell'indipendenza nazionale: Il governo si preoccupa solo di coloro che dimostrano sensi repubblicani, e li perseguita ad oltranza mentre dà libertà ai disegni di reazione dei cattolici.167)
I clericali costituiscono la peggiore minaccia dell'ordine politico, perciò YA.dda non usa mezze misure nei loro confronti: Fuori della politica della vita sociale, quegli uomini che ne sono la negazione vivente.168)
Invece accadeva che dovesse sperimentare direttamente le conseguenze del controllo governativo sulle opposizioni democratiche.
H numero del 19 ottobre 1872 venne sequestrato a causa del citato arti­colo del Suffrago Universale di Roma, critico verso la monarchia cospirante, col papa e con Thiers, a danno della libertà, essendo impegnata a rendere innocuo il contenuto della legge sulle corporazioni religiose. Segue un'accusa di incostituzionalità: Esso [Vittorio Emanuele] vorrebbe sfruttare in senso anticostituzionale quell'autorità che gli fu deferita a condizioni costituzionalL Il popolo italiano opporrà qualche resistenza a questa rugiadosa corrente della corte, ed allorché il re comparirà personalmente sulla scena, si rivolgerà la punta dell'opposizione contro di lui Si comprende che il re volga le spalle al liberalismo, cui esso è debitore di tutti i successi ottenuti, ma il popolo italiano non tollererà che la gloria delle sue lotte per la libertà sia lordata dando l'Italia in mano alla Francia ed ai gesuiti. La conclusione arriva ad una buia previsione: I fatti per altro confermeranno che è giunta un'epoca pericolosa pella libertà italiana. Noi vorremmo ancora aggiungere che la monarchia pure corre grave pericolo [...]. Nel momento per'altro [sic] in cui il re si fa dalla chiesa sciogliere dalla parola data alla nazione, può anche essere scossa la fedeltà dell'Italia verso la casa di Savoia .
MQ L. ANELU, / sedici anni del governo dei moderati (1860-1876), Como, 1929, pp. 95 e 96.
ì61) he ettagoni, 20 giugno 1874. Bertani esprime la stessa idea in un discorso al parla­mento dell'8 maggio 1875: Voi avete dunque maggior paura dei repubblicani che non dei clericali, mentre quelli non cospirano, e questi predicano la rivolta, si organizzano, si preparano e vi minacciano la guerra (Scritti e discorsi di agostino Bertoni cit, p. 173).
I68> Le eledoni, 20 giugno 1874.