Rassegna storica del Risorgimento

SAVOIA-CARIGNANO (DI) EUGENIO
anno <1921>   pagina <475>
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Il jprìnc-m Mugewio di QaUgnmto ecc. 475
en opposìtóon avoo lo Eoi et le Monista, quel triste apectoole pour nps unris, quello joio pout'nos nnemis, qui so:a<i SÉ ìtìomtóùk et si acharuésl
V. A. certe n'aura pas pensé quo sa XU?1U*HI pll avoir dea coiise-giaenees aussi funestos. !Eià mira qu'on peut m Ji-isininter la causo. Vaia espoir, Dans co siecfe do publicité tout so stófe ;et,j*àputerai tout doit so savoir. Cela étaut.- ,e le repète, la rctraite do V. A. aura dans tout 1 Europe lo plus faoheu retantissenieut.
Jé tì'itìsiste pas d'avantagei Qn'il me soit seulomont permis de fair un dernier appel ause soutiiueuts: do dovouement et rie patriotism qu'anhneat "V. A';. ;<TIO si ; je nJ.:àj pas réussi a me justjfier et h justifier le Gonvernoment du Boi fi sos yeftX, K Mbu! quo V. A. sacrino sou juste ressentiment sur l'anteiL-do la pàtrie. Le pays lui eu tiendra compi et persomi e ne lui sera plus reconnaissant quo colui qui a riionnenr de lui offrir l'iiommage d'un profond et respectuoux dévouement.
G. CAVOUR.
E innegabile che Cavour si era diportato con molto tatto politico in questa occasione : al Della Bocca, che sapeva legato da deferente confidenza con il Principe Eugenio di óarignano, scriveva che il modo col quale S. A si e[ra] comportato a[veva] di molto accresciuto,., il prestigio del Principe , ed a questi si j'ai blaisé les justes sùsceptibilités de V. A., je Ini en do­mande sincerement pardon e si scusava adducendo il telegrafo, perchè le style laconique, qui lui est propre, a pu donnei' à Y. A, le change sur mes veritables'sentiments , mentre a Co­stantino Nigra indirizzava addirittura minaccio all'indirizzo del Principe. Que le Prince y songe, s'il quitte Naples c'est un liomme perdu à jamais. 11 sera condainné, pour le reste de sa vie, à vivre dans la retraite obscure et isolée , scriveva il Ca­vour, da padrone dei destini di Casa Savoia!...
Guai per tutti, se Nigra non avesse avuto quell'abilità diplo­matica, che doveva farlo celebre, e avesse accennato con il Prin­cipe alle minacele cavouriane. Eugenio di Savoia-Oarignano non era uomo da piegarsi di fronte ad esse, anzi !... e il conflitto sa­rebbe divampato ancora più pericoloso. Invece, facendosi ap­pello ai suoi sentimenti di devozione verso l'Augusto Cugino e verso la patria, egli si piegò, scordando tutte le cagioni del con­trasto. Qneste non si sintetizzavano come ingiustamente Ca­vour scriveva al Sfigra nel caprice d'un Prince , ma erano molte e gravi, sì che nella decisione delle dimissioni erano venuti tutti, Eugenio di Savoia, il Nigra e lo si argomenta dall'invito disperato a lui rivolto da Cavour di recedere dal passo