Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno
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1998
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pagina
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367
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IL RADICALISMO DIFFICILE DI LUIGI FERRARI
H conte Luigi Ferrari,1) secondo esponente del partito radicale a far parte di un governo2) può essere considerato una delle più importanti personalità del radicalismo legalitario di fine Ottocento. Non inutile sembra perciò conoscere meglio la sua personalità e precisarne la posizione politica, spesso omologata a quella, filocrispina, di Fortis.
Ferrari fu eletto per la prima volta deputato nelle elezioni del 1880, in quel collegio di Rimini che gli sarebbe rimasto fedele fino al 1895, anno della morte. La sua posizione in quel momento era, secondo la definizione di Ridolfi, quella di democratico-repubblicano.3) In pratica, pur godendo anche del suffragio dei repubblicani, Ferrari si mostra sin dall'inizio alieno dal porre esplicitamente in causa la questione istituzionale, evitando di contestare la forma monarchica dello Stato. Ciò non significa però che già nei suoi primi anni alla Camera egli non abbia svolto con decisione il ruolo di oppositore, non pregiudiziale, dei governi presieduti da Depretis.
Nel 1887, all'avvento di Càspi, Ferrari inizialmente si pose in una posizione non avversa nei confronti del nuovo Presidente del Consiglio. Il 26 novembre 1887, nel dibattito parlamentare che si tenne sull'indirizzo di
*) Di cui è recentemente uscita la voce Ferrari Luigi curata da GERARD KUCK, in Dizionario Biografico degli Italiani* Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1996, 46 volume, pp. 635-637. Non sembra condivisibile la tesi sostenuta da Kuck (p. 636), secondo la quale dal 1889 in poi si assiste allo sviluppo di una linea politica sempre più moderata da parte di Luigi Ferrari In particolare non prova molto il fatto che Ferrari sì sia ritirato solo nell'imminenza delle elezioni del 23 novembre 1890 da una lista guidata da Fortis. Sembra di capire che Kuck accetti la vecchia, ma dura a morire, teoria secondo la quale Crispi, e quindi, per estensione, tutti coloro che avevano collaborato con lo statista siciliano, fossero esponenti di una tendenza moderata e antipopolare. Trovarsi nella stessa Usta con un moderato come Fortis significherebbe dunque anche per Ferrari sostenere una linea politica moderata, che poi sarebbe proseguita tino al 1895.
3 Sottosegretario agli esteri nel governo Giolitti nel 1893. Il primo radicale in un governo fu, come è noto, Fortis, sottosegretario agli interni con Crispi dal dicembre 1888 al giugno 1890.
3> MAURIZIO RIDOLFI, Il partito della repubblica. I repubblicani in Romagna e le origini del PKI nell'Italia liberale, Milano, Franco Angeli, 1989, p. 78.