Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <372>
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"Federico Smtdile
Simpatico, per tante lodevoli ragioni, anche agli avversari [...], ma non può coinvolgere tutto il partito nel quale Ferrari milita. Cavallotti prosegue affermando che certamente il Governo non ha avuto intenzione di offen­dere restrema sinistra, pensando di ottenerne il voto attribuendogli non un ministero, ma solo un posto politicamente poco significativo di sottosegre­tario:20) Se si fosse offerto un portafoglio a Mussi prosegue Cavallotti si sarebbe compreso che si cercasse nell'Estrema anche qualche sottosegre­tario.
Per non suscitare però errate interpretazioni del suo pensiero, il leader democratico precisa subito dopo che, anche se il governo avesse avuto più riguardi, l'estrema sinistra non avrebbe potuto accettare nulla, non volendo tradire il suo programma. In quanto a Ferrari, che si era rivolto a Cavallotti, a Bovio e a Barzilai, per avere il loro consiglio prima di decidersi ad accet­tare o meno l'offerta del governo, Cavallotti dichiara di non ergersi a giudi­ce di nessuno, e di non dare consigli, ma di deplorare una possibile risposta positiva di Ferrari. Entrare nel ministero avrebbe significato, prosegue ancora Cavallotti, abbandonare l'estrema sinistra. Ma, conclude, sicuramente Ferrari non farà questo passo e scriverà al ministro Martini per rifiutare.21)
Cavallotti fu facile profeta. Nello stesso giorno in cui Cavallotti conce­deva l'intervista, il 19 maggio 1892, Luigi Ferrari rispondeva a Martini, declinando l'invito ad entrare nel gabinetto.
Caro Ferdinando La gradita offerta da te fattami di collaborare teco nel Mi­nistero dell'Istruzione non si considera come fatta al gruppo parlamentate al quale appartengo. Rimane un'offerta fatta alla persona, e come tale è lusinghjera ma non posso accettarla, perché sarebbe troppo doloroso vedersi abbandonato immediata­mente dai miei amici politici Ho voluto avvisarti di questa mia decisione prima del consiglio dei Ministri, perché può avere influenza nella scelta dei Sotto-Segretari di Stato. Ricordati di avere in qualunque circostanza un amico devoto e affezionato.22)
La rinuncia, fatta a malincuore, non salva però Ferrari dalla scomu­nica del Secolo, che segue la linea di aperta opposizione al nuovo ministero sostenuta da Cavallotti. Ferrari, secondo il quotidiano radicale, avrebbe infatti affermato che da allora in avanti si sarebbe uniformato, nella sua condotta politica, a Fortis. Secco il commento di Bizzoni, corrispondente da
2) Va d'altro canto rilevato che per un massone di alto livello come Luigi Ferrati, il ministero della pubblica istruzione era di capitale importanza, anche al livello di sottosegreta­riato, tanto più che ministro era Ferdinando Martini, anch'egli alto esponente della massone­ria. Il significato di questo ministero e l'importanza che la massoneria gli attribuiva, potrebbe spiegare il parere favorevole espresso da Bovio, consultato dallo stesso Ferrari sull'opportu­nità o meno di accettare l'incarico.
2i) Il Secolo, 20-21 maggio 1892, A. BIZZONI, UEstnma Sinistra e il nuovo ministiro, Roma, 19 maggio, da cui sono tratte tutte le citazioni
22) ACS, Martini, se 1, f 20.