Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <373>
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II radicalismo difficile di L. Ferrari 373
Roma del quotidiano radicale milanese e esponente dell'ala più intransigente del radicalismo: Considerati i precedenti di Fortis, ciò significa il distacco di Ferrari dall'Estrema Sinistra.23)
H giudizio negativo sulla decisione di Ferrari, e degli altri radicali lega­litari di votare a favore del governo Giolito, non è espresso dai soli con­temporanei, ma pure da molti storici. Colapietra, ad esempio, scrive che Fortis e Barzilai [...] annunciavano il loro voto favorevole: conseguenza logica di una politica lungamente seguita, ma ora inutile e dannosa, perché suscitatrice di scissioni: non era un partito, erano uomini alla Fortis, quelli che si accostavano al governo (Guelpa, Pais, Panizza e soprattutto Mussi).
E poco oltre ancora: I legalitari avevano seguito cronologicamente, non logicamente, la linea evoluzionistica su cui si erano posti: essi non si erano avveduti di avallare un programma ben diverso da quello per la cui realizzazione si era posta la candidatura democratica al potere [...] w.25)
La condanna non potrebbe essere più netta. Le colpe più gravi dei ra­dicali legalitari sarebbero dunque quelle di aver causato in pratica la scissione dell'estrema sinistra (termine di riferimento dello studioso più che il partito radicale), e di aver appoggiato un Giolitti non portatore di un programma realmente democratico e presidente di un governo nato nelle anticamere del Quirinale.
Non del tutto accettabile sembra soprattutto il secondo addebito;26) era poi vero che Giolitti nel 1892 non era sostenitore di un programma de­mocratico? Lo stesso Cavallotti non temeva invece che il nuovo ministero togliesse il vento al partito radicale facendo sue, con maggior forza per attuarle, molte di quelle riforme democratiche di cui si era sempre fatto fautore il radicalismo? Non è forse questo uno dei motivi dell'immediata avversione di Cavallotti per Giolitti, come giustamente sostiene Galante Garrone?27)
Il 25 maggio 1892 Giolitti presenta il suo ministero alla Camera. Il giorno dopo prende la parola, in favore del nuovo governo, anche Luigi Ferrari. Il suo discorso si incentra sulla questione che in quel momento era divenuta fondamentale nella vita politica italiana: la ricostituzione dei partiti
23) Il Secolo, 21-22 maggio 1892, A. BlZZONI, Il rifiuto di 'Luigi Ferrari, Roma 20 maggio.
?*) R. COLAPIETRA, II radicalismo legalitario. II, In Rassegna di politica e di storia, a. Vili (1962), n. 94, p. 18. Il giudizio negativo sul radicalismo legalitario è confermato dal Colapie­tra nel 9 volume della Storia del Parlamento italiano. Tra Crispì e Giolitti, Palermo, Flaccovìo, 1976, passim.
ss) IL COLAPIETRA, II radicalismo cit, IL, p. 20.
2 Anche il primo non convince del tutto. Non era certo la prima volta che l'estrema sinistra si divideva sulla linea da tenere nei confronti di un governo.
27) A. GALANTE GARRONE, Cavallotti dt, pp. 603-604 e ID., I radicati cit, pp. 302-305.