Rassegna storica del Risorgimento

SAVOIA-CARIGNANO (DI) EUGENIO
anno <1921>   pagina <476>
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L, 0, Boltea
fatto o il generale Della Rocca. Già ricordai le parole di questi, che si lagnava dell'impossibilità di ristabilire l'ordine nel Napoletano per la penuria di truppe e del mutismo del mini­stero ad ogni domanda di rinforzi militari Già dissi dell'indi­gnazione provocata nella triade della Luogotenenza dall'improv­viso richiamo dell'intemperante Pinelli senza neppure un preav­viso. A tutti questi lagni e ad altri accenna del resto una nuova lettera inedita di Cavour, che qui segue e che, a conflitto risolto, ammetteva con il Principe le molte ragioni sue.
Ohe poi la posizione militare di Eugenio di Oarignano, per decreto reale comandante di tutte le fòrze di terra e di mare nelle provincie napoletane e in pari tempo tenuto lontano dai soldati, mentre essi erano impegnati in un assedio, apparisse diffi­cile e delicata agli occhi dello stesso Cavour che pur si era permesso di dire le dimissioni un acte aussi coupable qu'in-sensé è comprovato da un atto del Governo. Proprio il 18 febbraio, nei giorni della maggior tensione dei rapporti tra la Luogotenenza e il Ministero, Cavour scriveva al Minghetti che il Principe doveva firmare un proclama per avvisare gli stra­nieri militanti nelle file borboniche ohe, caduta Gaeta, essi non sarebbero più stati considerati come soldati, se sorpresi ancora con le armi in pugno, ma come briganti; ma poi al Principe non si fece firmare nulla. Un avviso di questo genere implicava il riconoscimento di quel comando supremo militare in Eugenio di Oarignano, ch'egli contestava per riguardi personali verso Oial-dini, e quindi si preferì far lanciare da Torino il 25 febbraio una notifica di questo genere dal Ministero della Guerra. (1)
Non ostante tutto ciò il Principe cedette alla lettera del Ee, di cui è notizia in quella 25 febbraio di Cavour al Nigra, ed alle esortazioni del Ministro e, facendo forza ai propri sentimenti ed alla propria dignità militare offesa, sacrificò son juste res-sentiment sur l'autel de la patrie senza esitazioni. Invero il 4 marzo, cioè appena una settimana dopo la redazione delle let­tere surriferite, il conte di Cavour ne scriveva un'altra al Nigra, da me edita malauguratamente non per intiero altrove, (2) an­nunziandogli che l'affare Oarignano era stato accomodato.
D giorno appresso, 5 marzo, il Ministro, che aveva ab. irato
(1) L. CHIALA, e. ed. ed vned, di C. Cavmr, IV, 175 o n.
(2) L. C. BOIXBA, Una Btiloue , 482.