Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno
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1998
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pagina
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376
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Federico Snudile
il giudizio di Crispi nei confronti del governo è espresso chiaramente in alcune sue lettere a Damiani. H 15 ottobre 18923 Crispi scrive che:
[...]. Il ministero con la sua relazione [per lo scioglimento della Camera] al Re si è svelato continuatole dell'opera demolitrice dei suoi predecessori. È quistione di persone e non di opinioni. Se Rudini non fosse un imbecille dovrebbe combattere il programma finanziario del Giolitti e dichiarare, che la crisi da costui provocata nulla di meglio ha recato al paese. La relazione è una meschina cosa; hawi un'assenza completa di senso politico [...]. Promettono il pareggio con le economie, il che è impossibile; [,..].37)
Circa due settimane dopo Crispi attacca ancora il governo e critica anche Damiani per la fiducia che questi sembra nutrire, almeno in parte, nei confronti del ministero Giolitti.
[...]. Tu ti lagni di Nocito ed egli non fa niente di più di quello che fanno gli altri ministri. Avvengono infamità in tutta Italia. Nicotera non ha fatto tanto quanto fanno i ministri attuali. Ho letto nel telegramma l'indice del tuo discorso. Tu approvi nelle grandi linee le idee manifestate dai ministri. E ti soddisfi, sperando! Felice tu! Io sono di avviso contrario. Il ministero segue le orme del predecessore; e Grimaldi ci getterà in un baratro. [...] .38)
Tornando a Ferrari, il suo voto favorevole al ministero gli costa, oltre alle reprimende degli intransigenti e di Cavallotti, anche l'esclusione dalle liste di candidature ufficiali del partito radicale per le imminenti elezioni anticipate, rese inevitabili dal voto del 26 maggio sull'ordine del giorno Baccelli e annunciate in pratica dalla richiesta da parte di Giolitti dell'esercizio provvisorio del bilancio per sei mesi
Non diversa era la posizione di Crispi nei mesi precedenti
37> ACS, Damiam", b. 1, f. 15 Crispi. La lettera si conclude con la catastrofica previsione di una inevitabile rivoluzione che prostrerà per sempre il paese.
9 Ivi-, lettera da Napoli del 31 ottobre 1892. Damiani risponde prontamente il 3 novembre 1892 da Marsala, giustificando il suo discorso come un mero espediente per non scoprire se stesso e Crispi; Mio caro Crispi. Ricordo di averti informato in precedenza della intonazione che avrei dato al mio discorso. Dovevo parlare, e parlando diversamente, avrei mostrato una vanità che non è nelle mie abitudini; ed avrei probabilmente scoperto le disposizioni dell'animo tuo punto benevoli verso il ministero. Le mie speranze potranno cedere ben presto il posto alla profonda disistima che ho nell'animo verso il ministero dal giorno della sua formazione. Oggi ho voluto soltanto essere deferente a [sic coloro che inneggiano il governo; ed ho evitato una stonatura che, venendo da me, o non avrebbe avuto importanza o ne avrebbe avuta troppa. Altro che speranze mio caro Ciccio 1 Non mi sono mai sentito il cuore tanto stretto come dal giorno in cui, rompendo ogni consuetudine e convenienza parlamentare, si volle imporra al paese il Giolitti Non mi sono sentito mai tanto umiliato come da quando si volle affidare il compito della ricostituzione dei partiti ad uomini di cosi malsane origini. [...]. Ivi> b. 2, f. 20.