Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno
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1998
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pagina
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377
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li radicalismo difficile di L. Ferrari 377
I criteri di composizione delle liste di candidature ufficiali radicali, comprendenti in realtà candidati di tutti i partiti dell'estrema sinistra, in genere non appaiono ispirati ad un rigido intransigentismo. Si può dire che solo Ferrari, Fortis e Mario Panizza, tra gli esponenti più importanti del radicalismo legalitario, vengono per così dire espulsi dal partito e dalle liste, mentre altri, quali Mussi, Colosimo, Luigi Rossi o lo stesso Barzilai, sono, più o meno pacificamente, annoverati tra i candidati ufficiali.
Questa espulsione, sancita in quel preciso momento storico per motivi polemici e che, almeno per quel che riguarda Ferrari, rientrerà presto, viene considerata come definitiva dal Lotti, il quale, in una tabella che visualizza gli eletti nei collegi emiliano-romagnoli dal 1892 al 1913, considera Luigi Ferrari (e anche Fortis), tra gli appartenenti al partito liberale. Tra i radicali Lotti inserisce invece Filopanti, Severino Sani e Caldesi. Questa distinzione non appare del tutto giustificata. Basta pensare che nel c92 Ferrari viene eletto con un consenso vastissimo, nel quale evidentemente confluiscono anche i voti di radicali (e repubblicani). Evidentemente nell'elettorato non c'è questo disconoscimento della qualità politica del candidato. E lo stesso ragionamento si può fare, pur in una mutata condizione politica ed elettorale, per il 1895. Inoltre, se il criterio di appartenenza al partito radicale si basasse sull'atteggiamento parlamentare nei riguardi del governo, l'esclusione di Ferrari e Fortis dal novero dei radicali risulterebbe incomprensibile visto che altri tre radicali legalitari, Filopanti, Sani e Caldesi, che, al pari dei radicali legalitari Ferrari e Fortis, avevano votato per Giolitti, sono considerati da Lotti radicali a tutti gli effetti. Ancor meno convincente è infine, la collocazione di Ferrari e Fortis nello stesso partito in cui figurava il moderato marchese Zappi.39* Infine va notato che all'inizio del 1894 Ferrari intrattiene rapporti politici normali con altri esponenti radicali, e in particolare con Cavallotti.
La polemica contro Ferrari non si ferma neppure durante la campagna elettorale del e92, nonostante la dichiarata volontà del comitato provvisorio elettorale radicale di mettere a tacere, per il momento, i contrasti tra legalitari e intransigenti, per centrare l'obbiettivo di far eleggere quanti più candidati affini alle posizioni dell'estrema sinistra fosse possibile, qualunque fosse la loro linea politica particolare.40)
H 2 ottobre 1892 Ferrari pronuncia a Rimini, capoluogo del suo collegio elettorale, un importante discorso. Il deputato uscente pone l'accento
LUIGI LOTTI, La vita politica tra Ottocento e Novecento, in Storia dell'Emilia Romagna* a cura di ALDO BERSELLI, 3 voi., Bologna, University press, 1980, p. 313. Già in precedenza Lotti aveva considerato Ferrari liberale , anche se avverso a Crispi, L. LOTTI, I repubblicani in Romagna dal 1848 al 1915. Prefazione di G. SPADOLINI, Feanza, Fratelli Lega, 1957, p. 90. Per Zappi, avversario di Costa ad Imola si veda M. RlDOLFl, TI partito tit, p. 200.
A(f> Il Secolo, 28-29 agosto 1892, J radicali nelle prossime eledoni, dove viene pubblicato il primo elenco. Il secondo si trova invece sul Secolo 11-12 ottobre 1892, ha lotta elettorale. I candidati radicali.