Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <383>
immagine non disponibile

11 radicalismo difficile di L. Ferrari 383
minacciasse, si trattasse degli anarchici, ma anche del ministero. Si può pensare che Ferrari, cercando di convincere i socialisti del fatto che le leggi antianarchìche non sarebbero state usate contro di loro, volesse inviare un segnale a Crispi. Il riminese avrebbe inteso far capire al presidente del Consiglio di essere disposto ad accettare la repressione da lui voluta, ma solo fino a che ad esserne colpiti fossero gli anarchici; se Crispi avesse voluto estendere l'applicazione delle leggi in discussione ai socialisti, non avrebbe potuto contare sull'appoggio del deputato romagnolo.
Nell'ottobre successivo, quando, contro gli auspici di Ferrari, la legge votata a luglio sarà applicata per sciogliere il partito socialista, questi pren­derà contatti con Ferdinando Martini, zanardelliano, deciso avversario del ministero, per organizzare un gruppo parlamentare che cercasse di condi­zionare, per quanto possibile, la politica del governo. Il 5 ottobre 1894, Ferrari scriveva:
Caro Ferdinando. Rispondo subito alla gentile tua lettera. [...]. L'opposizione, a mio avviso, nel vero senso della parola, in questo momento, non ha base alcuna nella pubblica opinione, e sarebbe pericoloso per chi la facesse. La costituzione invece d'un gruppo indipendente, alieno da una crisi ministeriale prematura, vigi­lante e disposto a presentare [...] osservazioni di carattere obiettivo sull'opera del Governo, mi pare che sarebbe accolto dal Paese con quel favore che in fondo manca sempre alle supine e docili maggioranze ministeriali. Tanto maggiormente poi in un periodo politico che assume l'indole d'un governo personale. Sono dunque a tua disposizione per i primi di novembre o a Monsummano, o a Firenze o a Bologna dove meglio credi. Se vuoi risparmiarti la pena di scrivere mille lettere, dividiamo il lavoro: Hamtni dei nomi e m'incaricherò io [...] di scrivere. Fra i nomi da non dimenticare v*è quello di Bettolo che ha insistito sempre per il concetto d'un gruppo indipendente, ed ha autorità. [...] .59)
Ferrari appare ancora una volta, di una prudenza estrema. Non è pos­sibile, dice, fare una vera e propria opposizione; ci si trova in un periodo di governo personale. Il paese sembra essere in maggioranza favorevole a Crispi. E necessario dunque costituire un gruppo parlamentare autonomo che vigili sull'attività del ministero, che lo sorvegli, che lo stimoli La linea di Ferrari è quella di un pragmatico che analizza la realtà, e su questa si fonda per organizzare la sua azione politica.
H contatto Ferrari-Martini prosegue nei giorni successivi. Il 14 ottobre 1894, il romagnolo, rispondendo ad una lettera di Martini, fornisce i nomi di 47 deputati60) di tutte le parti della Camera. Martini deve fare una sele-
59) ACS, Martiri, b. 1, 20.
>) Bettolio, Bettolo, Bracci, Brunicardi, Carpi, Cerìana-Mayneri, Colarusso, Cerniti, Compans, Di Sangiuliano, Di Sant'Onofrio, Di Marzo, Ferrari, Fortunato, Frascara, Gallo, Galeazzi, Ghigi, Guicciardini, Girardi, Gianni reo, Lanzara, Lojodice, Martini, Marcerà, MapeUi, Mestica, Meardi, Monti, Morelli-Gualtìcrortì, Monticelli, Nunzio Nasi, Niccolini,