Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno
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1998
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385
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// radicalismo difficile di L. Ferrari 385
1894. Molte furono le adesioni al discorso. Tra i telegrammi inviati spiccava quello di Ferrari che scriveva cosi a Zanardelli:
Mi associo alle alte manifestazioni colle quali i tuoi concittadini ti onorano mentre difendi le libertà statutarie [corsivo mio]. Duolmi che circostanze impreviste mi vietino di intervenire.65)
Zanardelli era considerato dunque da Ferrari difensore di quelle libertà statutarie messe in pericolo in quel momento, secondo tutte le opposizioni, dal Crispi.
NeU'imminenza delle elezioni politiche i rapporti tra Ferrari e Crispi diventano sempre più polemici, come testimonia un lungo articolo del quotidiano Crispino II Giornale66) di Roma, diretto dall'ex radicale Vincenzo Morello, noto anche con lo pseudonimo di Rastignac, allontanatosi da poco tempo dal giornale democratico romano Don Chisciotte. Questo articolo è un resoconto polemico del viaggio elettorale di Cavallotti in Romagna e riserva anche vari attacchi a Ferrari che aveva ricevuto a Rimini il leader radicale. Ferrari aveva in quell'occasione pronunciato un discorso, nel quale si era detto deluso della partecipazione al governo Giolitti, che tuttavia gli è stata politicamente utilissima, avendogli consentito di conoscere in poco tempo la politica italiana meglio che nei precedenti quindici anni di vita parlamentare. Ferrari avrà imparato a conoscere bene anche Cavallotti, ironizza l'anonimo autore della corrispondenza, con cui al tempo del ministero Giolitti intercorsero rapporti pessimi, tanto da far pensare che dalle parole si passasse ai fatti, anzi al duello.67) Ma ora tutto è passato; Ferrari ha accolto affettuosa-
*5> La Provincia di Brescia, 14 gennaio 1895, Il banchetto all'On. Zanardelli, Brescia, 13 gennaio. Tutto il giornale, organo dello Zanardelli, è dedicato al banchetto e al successivo discorso. A p. 3, in I telegrammi, si trova il testo di quello di Ferrari
6Q OLGA MAJOLO MOUNARJ, La stampa periodica romana dell'Ottocento, Roma, Istituto di studi romani, 1963, voL 1, p. 435, scrive che II Giornale visse dal 29 dicembre 1894 al 2 ottobre 1895. Fu fondato e diretto da Vincenzo Morello, fuoriuscito dal Don Chisciotte, che si schierò apertamente con Crispi e contro Zanardelli e Giolitti, soprattutto durante la campagna elettorale del '95. Morello scrisse quasi tutti gli articoli apparsi sul quotidiano. Si servi soprattutto di pseudonimi tra cui Elio Gramont, Homunculus, oltre a quello di Rastignac da lui sempre usato.
**) Che II Giornale non ecceda nel rivangare, pur per scopi polemici, i litiga Cavallotti-Ferrari, è testimoniato da una lettera di Giampietro a Cavallotti da Cava de' Tirreni del dicembre 1893, ore 2 p.m.: Caro Felice, perseguitato dalle sciagure!,] sono stato tappato in casa sei giorni per la gravissima malattia della mia adorata Ada [figlia di Giampietro] (broncopolmonite). Ora va meglio Mi è giunto al capezzale dell'ammalata la eco della scena avvenuta in Camera con Ferrari So che ti consigliano dì sfidare: io ti scongiuro a non fario sarebbe errore enorme! Un abbraccio. Tuissimo Emilio Giampietro. FFM, Cavallotti, f. Giampietro Emilio. Alla fine prevalse la saggezza e il duello non si fece. I rapporti tra Cavallotti e Ferrari avevano già avuto degli alti e bassi prima dell'avvento di Giolitti. Già nel 1890 c'era voluto l'intervento di Pantano e Imbriani (entrambi repubblicani in quel momento),