Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <386>
immagine non disponibile

386
Federico Smietile
mente in Romagna Cavallotti. Non ci si deve meravigliate di ciò, prosegue Il Giornale. Ferrari ha infatti cercato, e ottenuto, il perdono di Cavallotti per poter godere dei favori del capo dei radicali in vista delle elezioni Ben altra tempra mostrava invece, secondo Porgano Crispino, Fortis che non aveva cercato mai il perdono di nessuno, e non temeva l'ostilità di Cavallotti.68)
Le elezioni nel collegio di Rimini del 26 maggio 1895, non furono per Ferrari affatto semplici II deputato uscente si trovò infatti di fronte Nicola Barbato, uno dei capi dei fasci siciliani, arrestato durante le repressioni del 1894, presentato dai socialisti locali, fedeli ai deliberati del congresso di Parma che aveva stabilito che al primo turno il partito avrebbe presentato candidati propri.69)
Ferrari a cui forse andava la preferenza di Càspi, per il criterio del male minore, che rendeva più accettabile l'elezione di un oppositore democratico70) piuttosto che quella di uno dei capi dei Fasci Siciliani, Bar­bato, socialista, condannato al carcere in conseguenza dello stato d'assedio dell'anno prima ottenne il 51,6 dei voti contro il 44,1 di Barbato,71) riuscendo eletto al primo turno ma con una percentuale di voti ben lontana da quella ottenuta nel 1892 (96,4). È evidente che questa volta Ferrari non riesce a fare il pieno dei voti di estrema sinistra che, in buona parte, passano al candidato socialista.
La lotta elettorale ebbe strascichi prima polemici e poi tragici. Il gior­no del voto non fu possibile proclamare Ferrari deputato, a causa della mancanza del numero legale nell'assemblea dei presidenti di seggio, a cui era demandato questo compito. Pare che si trattasse di un boicottaggio dei socialisti locali, che avrebbero fatto mancare il numero legale, vietando ai presidenti di seggio del loro partito di partecipare alla riunione.72) I risultati
per portare pace tra i due litigiosi radicali. Il 21 dicembre 1890 Pantano e Imbriani scrivevano un telegramma a Cavallotti: Caro Felice. Urge vederci [...]. Tutti ti vogliamo bene al di là di quanto tu puoi credere e primo fra tutti Gigi Ferrari [corsivo mio]. Non trarre dunque da una momentanea discussione nervosa, illazioni che non hanno ragion di essere. E conservati calmo e caro per noi e per tutti. Tuoi affini E. Pantano - M.R. Imbriani - Poerio. FFM, Cavallotti, Pantano Edoardo. Si è già detto inoltre delle accuse di impazienza mosse da Cavallotti a Ferrari all'inizio del 1892.
6 Il Giornale, 25 maggio 1895, Il viaggio dell'on. Cavallotti. La corrispondenza è divisa in vari capitoli Quella dedicata a Ferrari si intitola Gigi Ferrari perdonato. L'elogio di Fortis va sotto il titolo di Contro Fortis.
*9 FAUSTO FONZI, Crispi e lo Stato di Milano, Milano, Giuffrè, 1965, p. 401.
7(D Un prospetto compilato prima delle elezioni del maggio 1895, prevedeva la ricon­ferma di 86 deputati di opposizione, tra cui appunto anche Luigi Ferrari (vedi ACS, Crispi DSPP, se. 98, f. 589).
71) Storia dei collegi cit., p. 552. Nella nota a è detto che l'elezione non fu prodamata. L'operazione fu fatta dalla Camera il 14 giugno 1895, dopo la morte di Ferrari (avvenuta il 10 giugno e non il 14, come erroneamente indicato nella nota citata).
72) FRANCESCO BRANCATO, Dalla guerra d'Africa all'accordo di Racconigf, 10 voi della Storia del Parlamento Italiano, Palermo, Flaccovio, 1973, p. 61. Il Brancato afferma inoltre che