Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
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1998
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387
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Il radicalismo difficile di L. Ferrari 387
elettorali furono quindi inviati alla Camera, che avrebbe dovuto dirimere la questione, e proclamare eletto Ferrari Ma pochi giorni dopo, il 3 giugno 1895, Luigi Ferrari veniva ferito gravemente da un colpo di pistola alla mandibola. La notizia fece grandissima impressione in tutto il paese. Crispi stesso volle essere immediatamente informato di tutto, e seguì costantemente e con autentica partecipazione, l'evoluzione delle condizioni di salute di Ferrari e le indagini in corso.73) In un primo tempo si pensò ad un complotto anarchico-socialista. Questa tesi, che non convinceva neanche il sottoprefetto di Rimini Prandi,74) fu inizialmente sostenuta dal prefetto di Forlì Alfazio,75) forse conscio che nei circoli governativi l'ipotesi del complotto anarchico-socialista era prevalente. Ma la sentenza del tribunale di Forlì smentirà tale ipotesi e condannerà solo colui che materialmente colpì Ferrari,7 assolvendo tutti, gli altri imputati.
Luigi Ferrari, dopo una settimana di agonia, morì la mattina del 10 giugno 1895.
Si chiudeva così tragicamente la parabola politica di un personaggio controverso. Accusato spesso di tradimento, tacciato di ministerialismo ad oltranza, di carrierismo, di impazienza, Ferrari appare invece attento a cogliere il momento adatto per far assumere all'estrema sinistra, e in parti-colate al partito radicale, dal quale in effetti non si allontana mai, quelle responsabilità di governo che spaventavano molti suoi colleghi radicali.
Le critiche mosse a Ferrari sono sostanzialmente ingiuste. Ferrari si muove in un periodo molto critico della politica italiana di fine secolo, e deve confrontarsi con personalità di grande rilievo, come Cavallotti, Crispi,
una delle ragioni della forte opposizione al Caspi era [..-1 anche il timore che egli avesse di mira la liquidazione dei partiti politici. A tale deciso atteggiamento d'intransigenza, particolarmente dei socialisti, si dovette l'unico grave incidente accaduto durante la campagna elettorale, a Rimini. Il radicale conte Luigi Ferrari [...] seduto sempre all'estrema sinistra, era stato fatto segno a vari colpi di pistola [...] .
73) L'Archivio Centrale dello Stato, nel fondo Crispi Roma, f. 517, sf. 16, conserva 55 documenti riguardanti il ferimento, l'evoluzione delle condizioni di salute, la morte di Ferrari e il processo conseguente.
74) In un telegramma al sottosegretario agli interni Galli del 5 giugno 1895, Prandi scriveva che l'attentato era una conseguenza della lotta elettorale appena trascorsa, ma aggiungeva sembra però finora non esista complotto. Questa è pure opinione prevalente in paese. Il giorno dopo però lo stesso Prandi, forse richiamato all'ordine, precisava Non ho inteso escludere complotto contro On.le Ferrari [...] Bensì ho dichiarato che risultati finora raccolti non ce ne danno. Investigazione prosegue con massima ampiezza E se complotto viy è sarà accertato. [...]. Entrambi i telegrammi in ACS, Crispi Roma, f. 517, sf. 16.
75) Jw'? telegramma del prefetto di Forlì, Alfazio, a Crispi del 7 giugno 1895 [...]. Ultime indagini lasciano credere trattarsi complotto anarchico.
7<9 II 30 novembre 1895 Gattei, l'omicida, era condannato a 17 anni e 6 mesi di carcere (w, telegramma di Alfazio a Crispi). Sull'uccisione di Ferrari e sul processo vedi inoltre L. LOTTI, I repubblicani cit, pp. 94-96, che esclude la tesi del complotto.