Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Lazio. Toscana. Umbria. Archivistica
anno <1998>   pagina <410>
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LIBRI E PERIODICI
ALDO ACCARDO, Cagliari (Storia e Società - Storia delle città italiane); Roma-Bari, Laterza, 1996, in 8, pp. XH-476. L. 58.000.
Riprende finalmente vita con questo volume di Aldo Accardo sul capoluogo sardo la prestigiosa serie editoriale laterziana Storia delle città italiane, il cui ulti­mo titolo risale all'ormai lontano 1993, anno in cui fu dato alle stampe lo studio su Modena di Giuliano Muzzioli.
Anche questa collana, cosi come quella diretta da Cesare De Seta (più fortu­nata sotto il profilo commerciale), pone la storia urbana al centro dell'attenzione. Ma mentre quella avviata dallo studioso napoletano la esamina sotto il profilo dello sviluppo urbanistico, prendendo le mosse dai primi insediamenti per giungere sino ai giorni nostri, questa ispirandosi al modello storiografico delle Annales, alla cui diffusione in Italia l'editore barese ha contribuito in maniera significativa preferi­sce piuttosto allargare la propria analisi alla ricostruzione delle dinamiche culturali, sociali ed economiche dell'ambiente cittadino, tentando di offrire una visione d'insieme di quella che fu la vita quotidiana nelle nostre città nel corso degli ultimi 150 anni H tutto con un taglio decisamente divulgativo (beninteso, di alta divulga­zione) e in un ambito cronologico ben determinato, che nella maggior parte dei casi oscilla tra l'unificazione nazionale e il secondo dopoguerra.
Originariamente il compito di scrivere la storia di Cagliari era stato affidato a Girolamo Sotgiu. Questi, però, con il passare degli anni aveva sempre più allargato la sfera dei propri interessi, arrivando a scrivere e dare alle stampe nell'arco di 12 anni quei cinque volumi di Storia della Sardegna in cui sono state ricostruite con una minuziosa documentazione ma anche, a tratti, con un taglio veementemente pole­mico, le vicende dell'isola dalla dominazione sabauda sino all'autonomia regionale. Con la sua consueta e naturale semplicità, rendendosi conto di non riuscire a ri­spettare l'impegno preso con l'editore, verso la fine del 1994 Sotgiu decise di dele­gare la ricerca a uno dei suoi collaboratori più stretti, sia sotto il profilo scientifico che umano, Aldo Accardo.
Questi, come prima di lui avevano fatto Zangheri per Bologna, Franzina per Venezia e Apih per Trieste, ha a sua volta chiesto la collaborazione di alcuni stu­diosi, chiamati a fornire il proprio contributo sulla base delle rispettive competenze specifiche. In questa prospettiva, a Franco Masala è stato affidato II compito di ri­allacciare i nodi a tratti selvaggio e inconsulto, quasi sempre irriguardoso nei con­fronti dell'ambiente dello sviluppo urbano e architettonico cittadino (La formatone della atta borghese, pp. 213-298), a Gianfranco Tore di esaminarne le dinamiche economiche e finanziarie (E/ìtes, progetti di sviluppo ed egemonia urbana, pp. 299-378), e a Maria Luisa Di Felice quello di ricostruire le fila dell'associazionismo impren­ditoriale cagliaritano {Vocazioni associative e realtà industriale a Cagliari tra l'età gioHt-tiana e gli anni Sessanta, pp. 379-429), riservandosi l'ardua impresa di sintetizzare gli eventi politici, sociali e culturali che contraddistinsero la vita cittadina tra il 1848 e gli anni Sessanta.
Il libro, in realtà, prende le mosse dai primi anni dell'Ottocento, in quanto è in quel periodo di apparente ristagno politico e culturale dopo la breve parentesi rivoluzionaria che è possibile individuare i prodromi di ciò che sarà poi definita la fusione perfetta. L'isola, devastata da fame ed epidemie, conobbe solo nel 1836, e solo attraverso un decreto regio, la soppressione del regime feudale, ma ciò lungi dal comportare un miglioramento della produzione agraria ebbe come ef­fetto principale quello di rafforzare il legame tra gli ex feudatari e la monarchia sa­bauda. Nonostante il consueto ritardo con cui dal continente le notizie giungevano sull'isola, vasta fu l'eco dell'entusiasmo a favore del programma giobertiano, che