Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Lazio. Toscana. Umbria. Archivistica
anno
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1998
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pagina
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411
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Libri e periodici 411
ebbe l'effetto di innescate una serie di manifestazioni popolari (siamo nel 1847) la cui paiola d'ordine principale si riassumeva nella richiesta di fusione perfetta, vale a dire nell'abbandono di tutti gli antichi privilegi e dell'autonomia del Regnum. In effetti ed è proprio questa considerazione che ha spinto Accaldo a retrodatare la sua ricerca è nelle manifestazioni del novembre 1847 e nella successiva fusione che possono essere individuati i momenti cruciali dello sviluppo della città, che si rende finalmente protagonista di un tentativo, solo in parte riuscito, di ammodernamento in linea con quanto avveniva contemporaneamente in Italia e in Europa.
Alla vigilia dell'Unità Cagliari (ma ciò vale in larga misura anche per Sassari, l'altro centro urbano dell'isola di un certo rilievo) si caratterizza per la coesistenza di due ben distinti gruppi sociali: da un lato quello ristretto ed elitario costituito dai possidenti terrieri, parassiti che consumavano in città la propria rendita fondiaria, dall'altro quello ben più consistente dei funzionari statali, indicatore evidente sotto il profilo numerico del crescente accentramento politico ed amministrativo esercitato da Cagliari rispetto agli altri centri dell'isola. Manca invece quasi del tutto una rappresentanza della classe operaia, a sottolineare la debole presenza di attività industriali. Caratteristiche, queste che si manterranno inalterate sino alle soglie del XX secolo, quando finalmente la città conoscerà un lento ma progressivo sviluppo economico.
Dal punto di vista politico, ciò che maggiormente caratterizza la lotta per l'egemonia sulla città a cavallo tra i due secoli è la presenza di due personaggi: Francesco Cocco Orni e Ottone Bacaredda. Il primo aveva iniziato brillantemente la propria attività pubblica come giornalista dalle pagine del settimanale (poi quotidiano) cagliaritano L'imparziale per poi passare, forte del suo acceso filogaribaldini-smo, all'irriverente La Bussola: con il passare degli anni la sua accesa opposizione si andò via via attenuando, e dalle posizioni intransigenti democratiche e mazziniane che ne avevano caratterizzato gli anni giovanili, Cocco Ortu si attestò su un atteggiamento moderato filoclericale che gli valse la prima elezione e, nel 1875, la carica di assessore, trampolino di lancio per l'ottenimento di un seggio alla Camera, ottenuta però non a Cagliari, ma nel collegio di Lanusei (1876); in Parlamento Cocco Ortu rimase ininterrottamente sino al 1924, vale a dire per ben quattordici legislature. Altrettanto longeva, ma interamente dedicata alla dimensione cittadina, l'attività politica di Ottone Bacaredda, professore universitario, giornalista e scrittore, che fu sindaco - sia pure con alcune interruzioni dal 1889 alla morte, sopraggiunta nel 1921.
Di grande interesse le pagine dedicate da Accardo ai moti popolari che nel maggio del 1906 sconvolsero la Sardegna e che lo storico algherese ha giustamente indicato come altamente significativi per la storia dell'isola. Ciò non solo in considerazione dell'ampia partecipazione popolare (oltre ventimila le persone in piazza a Cagliari) o del drammatico tributo di sangue provocato dalla durissima e violenta repressione (cinque le vittime rimaste sulle strade, due delle quali nella sola Cagliari), quanto per la veemenza della protesta, che traeva le proprie ragioni dal diffuso malcontento derivante dal forte aumento del costo della vita che colpiva in senso trasversale tanto le classi meno abbienti quanto i ceti medi, primi fra tutti impiegati ed insegnanti.
La ricostruzione di Accardo si spinge sino al 1948, anno di costituzione della Regione autonoma, ma nella sua sezione Franco Masala arriva agli anni Sessanta descrivendo in una lucida sintesi gli anni della ricostruzione e gettando uno sguardo sul futuro di una città che, come altri centri di questo scorcio di millennio sembra destinata a diventare una enorme città con zone di campagna interclusa, la cui realizzazione è strettamente legata al successo del piano urbanistico comunale e alla gestione dell'area metropolitana.
Archiviato dunque il discorso su Cagliari (andando cosi a colmare una curiosa e sofferta lacuna storiografica, soprattutto se posta a confronto con quanto prodotto dalla e sulla rivale Sassari, che può contare - per limitarsi agli anni più recenti