Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Lazio. Toscana. Umbria. Archivistica
anno <1998>   pagina <412>
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412 Libri e periodici
sui validi contributi di Manlio Biigaglia, ma che non può prescindere, non fosse altro per la sua voluminosità, dall'opera di Enrico Costa), attendiamo con curiosità le prossime uscite della collana, che nelle intenzioni dell'editore dovrebbero incen­trarsi su città di primo piano quali Bari (Enrica Di Gommo), Messina (Guido Pe-scosolido), Milano (Franco Della Peruta) e Roma (Vittorio Vìdotto). Tutto ciò nella speranza di non dover attendere altri quattro anni prima di poter riporre questi volumi tra gli scaffali delle nostre librerie.
VINCENZO FANNINI
MmnUen de la paìx de 1815 à aujourd'hui / Peacekeeping 1815 to today. Ada del XXI Congresso Internationale di Storia Militare tenuto a Quebec dal 20 al 26 agosto 1995, a cura di SERGE BERNIER; Quebec, Service Historique du Ministère de la Défen-se Nationale / Dept of National Defense, Directorate of History, 1995, in 8, pp. 662. S.p.
Il volume, contenente gli atti del 21 Colloquio della Commissione Intema­zionale di Storia Militare, presenta purtroppo solo pochi interventi di un qualche interesse risorgimentale.
Nonostante i titoli, la stesura dei contributi di Mircea Dogaru (La Sainie-Albance et les consèquences de la paìx armée du 1815...) e René Pillorget {Quelques inter-vention militaires franaises dans le monde 1823-1862) li rende non rilevanti per la storia italiana.
Sono abbastanza interessanti per la comprensione generale dell'evento, o del periodo, al quale si riferiscono, i testi di Stefan Paslaru (Rapports de force et actions pour le maintien de la paix dans le Sud-Est de l'Europe dès la guerre de Crimée jusq'au Con­grès de Berlin (1853-1878). Le róle des forces armées roumaines) e Joszef Zachar (Europaeisches Mandai und Oesterreichisch-Ungarische Durchfuehrung. Die Okkupation Bo-sniens und Hersggomna im Jahre 1878). In entrambi Ì casi l'aspetto dell'intervento mili­tare austroungarico è esposto in dettaglio e può risultare utile allo studioso interes­sato all'argomento e al periodo.
H primo lavoro che tratti di fatti in cui l'Italia appaia direttamente coinvolta sul piano militare è quello di Olivier Forcade (Interpositions franfaises dans le cadre des traités de paix en Hongrie, HauteSilésie et Turquie de 1918 à 1923), nel quale però ci si limita ad accennare brevemente all'esistenza di un corpo di spedizione italiano di circa 2.000 uomini in Alta Slesia ed alle modalità della sua integrazione nel disposi­tivo militare alleato d'interposizione.
Di conseguenza l'unico contributo effettivamente rilevante dal punto di vista risorgimentale risulta essere quello del contrammiraglio Tiberio F. Moro (Peacekeeping in Northern Adrìatic after World War I: the Aihed occupation of Fiume, 1918). Il pezzo è ben scritto e, senza addentrarsi nell'ormai notissima sequenza delle vi­cende della Congiura di Ronchi e della Reggenza del Camaro, concentra la propria attenzione su tutto ciò che avvenne prima, avvalendosi di fonti nuove e dando un quadro completo e preciso delle connessioni tra la politica locale e quella intema­zionale che portarono alla marcia di D'Annunzio su Fiume.
Da non dimenticare infine l'intervento deU'arnmiraglio Mario Buracchia, Capo dell'Ufficio Storico della Marina Militare, a proposito delle operazioni italiane per il mantenimento della pace dal 1950 al 1995. Pur non riguardando il periodo risorgi­mentale, va segnalato perché si tratta forse del primo compendio mai presentato sull'argomento in sede internazionale. L'intervento è sintetico, ben costruito, piutto­sto dettagliato e ricco di dati numerici. Ciò facilita molto il compito di chi voglia dedicarsi allo studio di questo tema d'attualità, levandogli l'incòmodo d'andare a cercare informazioni nella non ricchissima bibliografia esistente che, oltretutto, pri­vilegia spesso più l'aspetto propagandistico di quello tecnico-operativo.