Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Lazio. Toscana. Umbria. Archivistica
anno <1998>   pagina <414>
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414 Libri e periodici
mortificazione sul terreno scientifico. Opportunamente la Biblioteca Labronica ha iniziato anni or sono le indagini, che ci auguriamo possano essere completate, ri­percorrendo il panorama dei periodici livornesi a partire dal 1861.
Il catalogo, curato da Elisabetta Piccioni Lami e Andrea Rotto, esamina con una buona attendibilità la stampa (42 sono le pubblicazioni prese in esame) dell'estrema sinistra con delimitazione cronologica tra il 1860 e il 1882.
In Toscana non sono mancati casi di ricerche analoghe, svolte con capilla­rità e attente a tutte le correnti politiche, senza privilegi o discriminazioni: penso ai 2 ottimi volumi sui periodici pratesi (1867-1899 e 1900-1943) elaborati da Lucia Toccafondi e Tosca Stoppìani. Come di qualità tanto per riferirci ad una altra regione, vivace ma storiograficamente povera di ricerche sono state le pubblica­zioni relative alla stampa abruzzese, curate da Ponziani, De Luca e Zuccarini, D'Alessandro e Mariani.
VINCENZO G. PACIFICI .
Dai Piemonte all'Italia. Studi in onore di Narciso Nada nel suo settantesimo com­pleanno,, a cura di UMBERTO LEVRA e NICOLA TRANFAGLIA (Istituto per la sto­ria del Risorgimento italiano. Comitato di Torino, n.s., XVIII); Torino, L'Artistica Savigliano, 1995, in 8, pp. XV-350. S.p.
Il volume di saggi è nato dal desiderio di molti studiosi dell'Università di Torino e del Comitato di Torino dell'Istituto per la storia dei Risorgimento italia­no di testimoniare la lunga consuetudine scientifica e didattica e l'affetto per Nar­ciso Nada, uno studioso che per oltre quarant'anni ha coltivato con passione, de­dizione e competenza la storia risorgimentale.
Tra i cultori appunto della storia risorgimentale è assai arduo trovare chi di Nada non abbia letto con interesse e non abbia apprezzato i lavori sulla politica austriaca in Italia nell'era di Mettemich (1814-1848), segnalati da Maturi, sui moti insurrezionali piemontesi del 1821 e sul conseguente sviluppo del movimento libe­rale-moderato subalpino ed infine sulla politica estera ed intema dello Stato sa­baudo dal 1814 al 1861.
Più volte, in recensioni di volumi analoghi, nati, cioè, in occasione di fausti genetliaci, è stato, non senza fondamento, lamentato il carattere occasionale e ba­nale dei contributi. Dopo la lettura e l'analisi degli studi presentati in onore di Nada, si può a ragione osservare che il rilievo non può essere ripetuto, i difetti non possono essere sollevati. Tutti i saggi, centrati per la massima parte sul mon­do, su ambienti e su uomini piemontesi, hanno valore per la qualità della ricerca e l'attendibilità delle conclusioni. Alcuni, poi, da quello di Donatella Balani a quello di Paola Casana Testore, a quelli di Vittorio Schiavo e di Marco Restaldi presentano i primi frutti di complesse indagini demografiche, una documentazione inedita su un istituto dell'importanza del Consiglio di Stato o una lettura integrale o nuova di corrispondenze di forte interesse per gli studiosi delle vicende risor­gimentali.
Tornando sulle elezioni del 1857, tema sul quale ha presentato un'opera, purtroppo scarsamente diffusa, Carlo Pischedda pubblica per la prima volta una memoria di Carlo Bon Compagni di Mombello a Cavour, ricca di suggerimenti sulla salvaguardia della linea politica liberale e nazionale.
Ultimo pregio del volume, elegante e tipograficamente perfetto, è il detta­gliato indice dei nomi
VINCENZO G. PACIFICI