Rassegna storica del Risorgimento

SAVOIA-CARIGNANO (DI) EUGENIO
anno <1921>   pagina <480>
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L. C, Bollm
riea punto simpatica per l'impossibilità divenire a capo di qual­che cosa di concreto.
Farmi vi aveva invano compromesso la sua abilità- politica; il Di Oarignano non potè con il suo prestigio di principe reale né con l'energia dei suoi aiutanti (1) ricavarne risultati migliori. Il suo successore Ponza -di San Martino si provò invano a un governo conciliativo, cercando di riunire attorno a sé i capi di ogni partito; mitigò le severità contro i briganti e contro i ri­belli, sostenuti dalla vicinanza e dai denari del Borbone, che stava in Eoma. Il male andò crescendo a dismisura: e il San Martino fu richiamato. Andò il Oialdini con la luogotenenza; poi venne mandato il La Marmerà, (2) in qualità di Prefetto di Napoli, e nello stesso tempo comandante le forze militari, cioè il "VI corpo d'esercito (3) e con tanti governatori e con tanti espedienti ben poco s'ottenne e Napoli ancor'oggi rimane sempre nelle mani di una minoranza intellettuale, continuatrice imperterrita di quei mali che il buon vescovo d'Alife confes­sava (4) al Della Bocca nel 1860, sperando il risanamento mo­rale dal nuovo governo che si stava instaurando.
li. G. BOLLE*.
(1) Njgra s'est resigniS fo làisser s'acouinuler sur son dos uno inasso enorme d'impopularité q;u'il roviondra au boufc de quelqaes niois déobarger sur le ministèro (Ibidem).
(2) Giudicò in modo molto diverso l'opera di queste Luogotenenze il DUCA pi MADDALOM (JMrUìnaitt Italìm. Molimi fffw?,.fg de M. le Dm de Maddaloni deputa napolitain, 29-30, Parigi, 1862).
(3) E. DBIXA ROCCA, Antóbiog. di im veter., TI. 145-146.
(4) Ibidem, 76-77.