Rassegna storica del Risorgimento

GUALTERIO FILIPPO ANTONIO
anno <1921>   pagina <481>
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Alla vigilia di un Ministero.
(Ottobre 1867)
F. A. Gnalterio, eminente personaggio del Bisorgimento, non è mi dimenticato, ma un mal giudicato. (1)
In un recente mio libro (Quaderni Méifìdfìé) ne ho fatto un medaglione che mi pare assai rassomigliante, ma troppo incom­pleto; certo egli meriterebbe un vero e proprio studio biografico.
In attesa di un tale studio, giova ricordare un episodio che ha l'importanza di un capitolo di storia, nel quale il marchese Gnalterio, Senatore del Regno dal 1861, stato Prefetto a Perugia (1861-62) e poi a Genova (1863-64), sostenendo strenuamente il decoro del Governo italiano nel triste affare dei briganti La Gala; ma in seguito, Prefetto a Palermo (1865) con facoltà straordi­narie per la repressione del brigantaggio, passato nel 1866, du­rante la guerra, alla Prefettura di Napoli, fu uno dei principali consiglieri ed attori.
Lasciò la Prefettura di Napoli nell'aprile 1867 quando Ur­bano Battazzi ritornò al potere. Èra un momento mfneJIissiino e il Battazzi, nonostante le sue splendide qualità di patrioti e di parlamentare, si può oggi dire che era l'uomo meno indicato per superare le difficoltà di quel momento. Tali difficoltà deri­vavano dall'applicazione della Convenzione di settembre.
Così il 15 Settembre fu possibile stipulare a Parigi il se
(l;) jjon'alludiamo al yeouuàitt attacchi del Guerrazzi ohe ostinatamente chiamava l'avversario Guattièro anziché Ghialtèrio: sono 'eccessi giustificati dall'asprezza (l*-l ui'ainjMBfo* Gnalterio aveva dato del Guerrazzi giudizi molto severi nella sua Si/orla: doi Rivolgimenti italiani; l'Autore doW Assedio di Firenze era alle Murate, sotto l'iinpataztonodi lesa Maestà. Alludiamo piuttosto alla seve­rità postnma di Vittorio Berselo nella sua opera sul Regno di Viatorio Emanuele.
Gredùwio che egli uon l'abbia conosciuto: -eie, di vista o per sentito dire.