Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Austria. Secoli XIX-XX
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1998
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436
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436 Angelo Ara
grande significato politico, la questione italiana osserva lo storico austro-americano non rappresenta uno dei momenti centrali nell'evolversi del problema nazionale nella monarchia danubiana. In particolare Kann sottolinea come, sinché la loro presenza in Austria è consistente, robiettivo della maggioranza degli italiani non sia la riforma nazionale in Austria, ma la separazione dallo stato asburgico. Quando i lombardi e i veneti realizzano questa aspirazione, gli italiani diventano un gruppo numericamente marginale, la cui vicenda non influisce sul complesso problema dei rapporti politico-nazionali all'interno dello stato asburgico.
A metà dell'Ottocento sono compresi nei confini dell'impero d'Austria circa 5 milioni e mezzo di italiani, dei quali cinque milioni vivono nel regno Lombardo-Veneto, un'entità politica creata nel 1815 per conciliare il particolarismo italiano con l'appartenenza di questi territori alla monarchia degli Asburgo.5) H Lombardo-Veneto è governato da Vienna come una provincia piuttosto che come un regno, ma nonostante questo legame di stretta dipendenza dal centro è solo parzialmente inserito nell'organismo asburgico, è un territorio italiano dove si riflettono sentimenti e tensioni propri di tutta la penisola italiana. In Lombardia l'armonia stabilitasi tra il ceto intellettuale lombardo e la classe politico-burocratica austriaca nel periodo teresiano, già incrinatasi a causa della politica centralizzatrice di Giuseppe II, non è più riscontrabile dopo il 1815: gli anni francesi hanno profondamente influito sull'opinione pubblica lombarda e hanno messo in movimento un processo di passaggio dal pensiero riformatore e cosmopolita settecentesco ad una coscienza liberale e nazionale. Anche il Veneto, entrato più tardi, negli ultimi anni del 700 e definitivamente soltanto nel 1814, nell'orbita austriaca, appare scosso da fenomeni di scontento alla vigilia del 1848, dopo essere rimasto a lungo più chiuso della Lombardia ai fermenti innovatori. Come ha modo di rilevare durante un viaggio compiuto nel 1847 a Venezia e a Milano un inviato del principe di Mettemich, il conte Karl Ludwig di Ficquelmont, le classi colte della prima generazione lombardo-veneta cresciuta ed arrivata in età adulta sotto il regime austriaco, senza avere conosciuto quello francese, è ormai persa per il governo imperiale.) La rivoluzione del '48 conferma di lì a poco il giudizio espresso da Ficquelmont, determinando una rottura profonda e insanabile tra il potere politico e l'opinione pubblica lombardo-veneta, rottura che non viene colmata, ma
5) AUGUSTO SANDONÀ, // Bagno Lombardo-Veneto 1814-1859. La Costituitone e /'amministrazione, Milano, 1912; MARCO MERIGGI, II regno Lombardo-Veneto, Torino, 1987.
6) ANGELO ARA, Karl Ludwig von Ficquelmont e il problema lombardo-veneto alla viglia della rivoluzione del 1848, in ID., Fra Austria e Italia. Dalle Cinque Giornate al problema altoatesino, Udine, 1987, pp. 9-51.