Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Austria. Secoli XIX-XX
anno <1998>   pagina <438>
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438 Angelo Ara
U Trentino è, a prescindere da alcune isole linguistiche tedesche, un territorio compattamente italiano, ad economia prevalentemente agraria, con due soli centri urbani importanti: Trento e Rovereto In questa regione, da tempo sottoposta all'autorità degli Asburgo, confluivano due parti con un diverso passato poHtico-amministrativo, il principato vescovile di Trento e Ì cosiddetti confini italiani, i Wàlsche Confitteti. Nel 1816 il Trentino viene unito al Tirolo e inizia così un rapporto di dipendenza poHtico-amrntnistrativa da Innsbruck, destinato a durare sino al crollo della monar­chia asburgica e ad essere nel '48 e poi costantemente con l'inizio dell'età costituzionale il problema più acuto della vita politica del territorio. La fisionomia prevalentemente rurale, l'orientamento cattolico-conservatore e leale verso lo stato e la dinastia della maggior parte della popolazione, l'esistenza di un'aristocrazia anazionale tirolese-trentina avvicinano le due parti del Tirolo. Ma la convivenza forzata all'interno di una stessa struttura buroatico-airtministrativa di due gruppi nazionali, separati da un confine linguistico ben definito, che ne avrebbe resa facile la divisione, rappresenta una costante causa di tensioni, che si fanno più aspre con il maturare delle coscienze nazionali. L'unità amministrativa del Tirolo, che diventa con il tempo per il governo imperiale un punto fermo e un irrinunciabile valore politico, creerà artificialmente un conflitto nazionale, simile a quelli che si presentano in aree multietniche, in una delle non molte zone della monar­chia, in cui come si è detto i confini linguistici erano invece chiara­mente tracciati. Fino al 1848 le richieste trentine di separazione dal Tirolo si fondano su motivi particolaristico-tradizionali piuttosto che nazionali; l'italianità è sentita nella maggior parte dei casi come un dato linguistico ed istintivo piuttosto che come una realtà politico-spirituale.9) Nel suo ceto colto il Trentino esprime un pensatore cattolico-liberale come Antonio Rosmini, ma anche una schiera di magistrati e funzionari formatisi nelle due lingue e nelle due culture, che rappresentano un anello essenziale nel siste­ma di potere austriaco nei territori italiani. Gli stretti contatti con il Lom­bardo-Veneto fanno però circolare nella regione più ampiamente che non nel passato i nuovi fermenti della cultura politica italiana. H 1848 non è segnato qui tanto dalla passione rivoluzionaria, quanto dall'affacciatsi di nuovi problemi: i rivolgimenti germanici ed asburgici pongono interrogativi sul legame con l'assemblea di Francoforte e con l'area tedesca e sulla parte­cipazione al processo di rinnovamento dell'Austria, ma in primo luogo emergono le questioni dell'identità trentina e dell'autonomia, che riman­gono, svaniti gli altri problemi quarantotteschi, attraverso il neo-assolutismo e la ripresa del sistema costituzionale, il nodo centrale del dibattito politico trentino.
*) UMBERTO CORSINI, il Trentino nel secolo decimo nono, voi. I: 1796-1848, Trento, 1963.