Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Austria. Secoli XIX-XX
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1998
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439
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Gli italiani nella monarchia asburgica 439
Diversa, come si è detto, rispetto al Trentino, ma non omogenea al suo interno, è la fisionomia nazionale e sociale del litorale austriaco, costituito dai tre Kronlànder di Gorizia e Gradisca, della città-provincia di Trieste e dell'Istria. Questa zona è caratterizzata anzitutto dalla presenza del grande centro commerciale, finanziario e portuale di Trieste* sviluppatosi a partire dall'istituzione del porto franco decisa da Carlo VI e poi tumultuosamente cresciuto nei periodi teresiano e giuseppino e soprattutto durante la Restaurazione. Gorizia, dove esiste anche una presenza tedesca socialmente e culturalmente non trascurabile, e le città istriane di Pola, Capodistria e Parenzo costituiscono altre realtà urbane importanti. Una componente contadina italiana è presente nelle campagne istriane e nella parte occidentale del Goriziano, quella che veniva chiamata allora Friuli Orientale; ma la popolazione italiana dell'Adriatico ha una fisionomia prevalentemente urbana, caratteristica questa accentuata da altri stanziamenti italiani lungo la costa, al di fuori del Litorale austriaco. Ih Dalmazia le classi dirigenti delle citta, da Zara a Spalato a Sebenico e alla stessa Ragusa, hanno un'impronta italiana, Erutto del secolare legame con Venezia, cosi come italiana è la maggioranza della popolazione di Fiume. L'altra caratteristica distintiva del litorale adriatico rispetto al Trentino è la sua composizione multinazionale: accanto agli italiani a Trieste e nel Goriziano vive la popolazione slovena, e in Istria quella slovena e croata; mentre in Dalmazia gli italiani costituiscono una élite cittadina, rimasta presto maggioritaria nella sola Zara, di fronte a una grande maggioranza croata e a una non trascurabile componente serba.
Prescindendo dal caso dalmata, in cui i rapporti demografici sono fortemente a sfavore degli italiani, che costituiscono una élite cittadina e borghese, resa più forte del dato numerico dall'egemonia economica e dalla forte presenza culturale italiana anche nell'ambiente slavo, nel litorale adriatico è percepibile, già a metà dell'Ottocento, quello che sarà il grande problema storico-politico della Venezia Giulia contemporanea, il rapporto e lo scontro tra italiani e slavi del sud. Il 1848 vede il primo sporadico manifestarsi di attriti nazionali,10) ma ancora per qualche decennio il predominio sociale e culturale degli italiani e la loro capacità di assimilare gli sloveni e i croati, e in particolare coloro che attraverso l'ascesa economico-sociale si inseriscono nei ceti superiori, rinvia l'emergere di un rapporto conflittuale tra italiani e slavi Ancora per un certo tempo il problema vitale per gli italiani dell'Adriatico, e soprattutto per quelli di Trieste, rimane la difesa dell'autonomia della città e del Litorale di fronte alle pressioni centralistiche di un germanesimo statale e nazionale, che si erano manifestate per la prima
9 CARLO SCHTFFRER, Le orìgini deWimdentìsmo triestino (1813-1860), Udine, 19782; GIULIO CERVANI, // Litorale austrìaco dal Settecento alla DereMberverfassunf del 1867, in VALSECCHI e WANDEUSZKA, Austria e provìnce italiane dt, pp. 148-159.