Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Austria. Secoli XIX-XX
anno <1998>   pagina <446>
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446 Angelo Ara
del pubblico impiego. Esiste naturalmente, come scrive nel 1906 il gover­natore del Litorale, Principe Konrad Hohenlohe, un interesse statale a una forte presenza in Trieste di un elemento importante per la solidità del Gesamtstaat asburgico come quello sloveno. Hohenlohe si muoverà infatti anche per ridurre l'influenza italiana a Trieste, sottraendo al municipio le attribuzioni delegate e vietando al comune di continuare a impiegare nei suoi uffici cittadini del regno d'Italia. Ma la polemica italiana contro l'afflusso di mano d'opera slovena non coglie il carattere naturale della pressione della popolazione rurale del circondario verso una città in espan­sione e la necessità per lo stato di impiegare nel settore pubblico, che del resto non rappresenta mai l'unica fonte di lavoro per gli sloveni, persone dotate del requisito del bilinguismo, difficilmente riscontrabile invece tra gli italiani della Venezia Giulia. La particolare fisionomia di Trieste, città di frontiera, luogo di incontro e di scontro tra italiani e slavi meridionali e di convergenza e di attrito tra due diverse vocazioni, una spirituale e l'altra commerciale, viene percepita molto bene, anche se con una certa enfasi letteraria, da Scipio Slataper, un giovane intellettuale non nazionalista, che morirà nel 1916 sul fronte del Carso, combattendo come volontario nell'esercito italiano contro gli austriaci. La città è caratterizzata a suo parere e questo ne costituisce insieme la grandezza e il dramma da due nature, quella commerciale, che guarda verso l'Austria e il mondo tedesco, cioè verso il retroterra economico del porto adriatico, e quella spirituale, rivolta verso l'Italia. E Trieste egli scrive non può strozzare nessuna delle due: è la sua doppia anima, si ucciderebbe. Ogni cosa al commercio necessaria è violazione di italianità; ciò che ne è vero aumento danneggia quello.19) L'afflusso slavo verso Trieste non è quindi, secondo Slataper, il risultato della politica governativa, ma la conseguenza di questa contraddi­zione, che spinge ad esempio i datori di lavoro italiani a chiamare in città lavoratori sloveni, che accettano salari più bassi e sono disponibili ad ogni tipo di lavoro.
La linea di difesa nazionale perseguita dagli italiani nel Litorale si tra­duce talora in una resistenza a certi aspetti della modernizzazione politica, che avrebbero portato ad un rafforzamento delle posizioni slavo-meridionalL In contraddizione profonda, anche se spesso non pienamente percepita, con i propri principi politico-ideologici sono soprattutto i liberali italiani a guardare in modo critico all'allargamento del suffragio elettorale e a difendere il sistema censitaùo per le elezioni dietali e municipali. Proprio
9) SCIPIO SLATAPER, Scritti poHtìcit a cura di GIANI STUPARICH, Milano, 19542, p. 45. Cfr. anche ANGELO ARA, The "Cultural Sotti" and the "Merchant Soni": Trieste between Italia/i and Austrian Identity, in The Habsburg Legacy. National Identity in Historical Perspective (-Austrian Studies, 5), Edinburgh, 1994, pp. 58-66.