Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Austria. Secoli XIX-XX
anno <1998>   pagina <447>
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Gli italiani nella monarchia asburgica 447
il mantenimento della rappresentanza di interessi, della Interessenvertretung, sia pure temperato dall'introduzione di una quinta curia a suffragio universale, garantisce agli italiani il controllo degli organismi provinciali anche nel Goriziano e in Istria, dove essi non costituiscono la maggioranza della popolazione. Come altri gruppi nazionali egemoni a livello centrale o locale all'interno della monarchia asburgica, tra i quali come si è visto anche i tedeschi del Tirolo, gli italiani hanno come principale obiettivo quello della difesa del Besitqstand, del loro stato di possesso politico e nazionale. L'esperienza più interessante sulla via di un adeguamento delle strutture poUtico-amministrative ai rapporti numerici esistenti tra i gruppi nazionali si verifica in Istria, dove con la mediazione dell'autorità governativa si svolgono trattative tra italiani, croati e sloveni alla ricerca di un compro­messo nazionale. Tra 1907 e 1908 le parti si accordano su una riforma elettorale per le elezioni dietali, che prevede appunto l'introduzione della quinta curia. La seconda fase di trattative, che inizia nel 1909, mira ad una soluzione complessiva del problema nazionale nella provincia, sul modello del compromesso ceco-tedesco in Moravia del 1906. Il tentativo naufraga però definitivamente all'inizio del 1914, soprattutto a causa della resistenza italiana alla piena parificazione delle tre lingue provinciali.20) La questione linguistica e quella scolastica costituiscono costanti motivi di attrito tra italiani e slavi meridionali. La tradizione storica e l'egemonia politica cultu­rale e sociale a lungo esercitata dagli italiani avevano determinato un loro predominio in questi settori della vita pubblica, al quale non è facile rinun­ciare: la piena attuazione dei principi costituzionali in materia viene così spesso rallentata dagli ostacoli frapposti da parte italiana. Nel sistema scola­stico si verifica comunque una forte espansione slovena nel Goriziano e, sia pure in forma più contenuta, slovena e croata in Istria; a Trieste invece la municipalità italiana riesce ad evitare il sorgere di scuole superiori slovene e confina nei sobborghi le scuole elementari pubbliche slovene, sulla base di una concezione che considera gli insediamenti sloveni suburbani e non cittadini Un posto a parte occupa la rivendicazione italiana, mai soddisfatta dal governo, di un'università a Trieste;21) si tratta di una battaglia culturale che unisce tutti gli italiani della monarchia al di sopra delle differenze ideologiche e geografiche, e che suscita una forte ostilità tra gli sloveni, che richiedono a loro volta una propria università e denunciano l'arretratezza del loro sistema scolastico. La questione dell'università italiana, che il go-
2) ANGELO ARA, Le trattativi per un compromesso nazionali in Istria (1900-1914), in ID., Ricerche sugli austro-italiani e l'ultima Austria, Roma, 1974, pp. 247-328.
2i) A. ARA, ha questione dell'Università italiana in Austria, in Ricerche cit., pp.9-140, e Le problème de l'Unmrsité italimnc tn Autrìcbt, in Etudes Danubiennes, 1987, n 2, pp. 157-168.