Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Austria. Secoli XIX-XX
anno <1998>   pagina <449>
immagine non disponibile

Gli italiani nella monarchia asburgica 449
zioni del 1911, in cui i liberal-nazionali conquistano due seggi. Assente quasi del tutto a Trieste, all'interno di una società italiana fortemente laica e secolarizzata, che rimprovera inoltre alla chiesa costantemente guidata da vescovi sloveni di favorire gli sloveni, il cattolicesimo politico gode invece di un notevole consenso in Istria, dove rimane però minoritario rispetto ai liberali, forti soprattutto tra la borghesia cittadina, i quali espri­mono posizioni simili a quelle del liberalismo triestino. Anche nel Goriziano i due partiti più forti tra la popolazione italiana sono il cattolico e il liberale, in questa provincia però, contrariamente a quanto avviene in Istria, il partito cattolico diventa con le elezioni del 1907 il primo partito nelle elezioni generali e alla vigilia della guerra conquista anche l'istituzione provinciale. Il cattolicesimo goriziano si segnala, rispetto non solo a quello istriano ma anche a quello trentino, per un'impronta più marcatamente filo-dinastica e sovrannazionale.24) H clima politico-nazionale nel Friuli orientale è anche per questo meno teso che nelle altre province del Litorale, ma non tale però da rendere possibile una cooperazione tra cattolici appartenenti ai due gruppi nazionali; l'unico importante tentativo in tal senso naufraga infatti già all'inizio degli anni *70.
Vicina geograficamente al Litorale austriaco, ma da esso separata da un confine politico, è la città di Fiume, dal 1867 inserita come corpus separatum nel regno d'Ungheria. H rappporto con lo stato magiaro, di cui costituisce l'unico porto, consente alla città un grande sviluppo economico e commer­ciale e offre alla sua popolazione italiana un efficace strumento di difesa, fondato sull'autonomia municipale, contro la pressione del retroterra croato. In Dalmazia invece, venuta meno nel nuovo clima nazionale l'ottocentesca intesa autonomistica italo-serba, il peso dell'elemento italiano di fronte alla maggioranza croata e alla coalizione croato-serba si riduce rapidamente. Gli italiani conservano alcuni rappresentanti in seno alla dieta provinciale e il controllo del comune di Zara, città in cui rimangono in maggioranza, mentre una fiorente rete di associazioni e circoli italiani finanzia scuole private e istituzioni di difesa nazionale nel resto della provincia.25)
Alla vigilia del 1914 esiste quindi tra gli italiani d'Austria una comune volontà di difesa di un'identità che è considerata come minacciata da altri gruppi nazionali e dall'atteggiamento delle autorità centrali e locali; esistono però anche profonde differenze politiche ideologiche e strutturali, non solo tra Trentino e litorale austriaco, ma pure all'interno delle singole zone.
24) L'attività del partito cattolico popolare friulano negli ultimi venticinque anni (1894-1918), a cura di ITALO SANTEUSANIO, Gorizia, 19902.
?5) GIORGIO RADETTI, Profilo della storia di Fiun/et in Fiume, 1952, no. 1 e 2; GIUSEPPE PRAGA, Storia di Dalmata, Milano, 19812.