Rassegna storica del Risorgimento
GUALTERIO FILIPPO ANTONIO
anno
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1921
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pagina
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484
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484
Pkro Barbèra
terpetrate con meno difficoltà di quelle che provava a legger 1 lettera del suo caro Marchese Sìr James Hudson che le chiamava geroglifiche, pubblicarle in questa Rassegna che gli storici definitivi del Risorgimento dovranno citare a ogni pagina.
Le seguenti lettere sono dirette a Gaspero Barbèra, che ebbe per qualche anno il Gualterio socio capitalista con Celestino Bianchi e fratelli, e che allora era Direttore amministrativo e comproprietario del giornale La Nazione.
1.
Coi'tóiia, Martedì (settembre 1867). Caro Barbèra,
Sento che questa notte fu dato il (colpo ad Asinalunga, ?o che iCJaribaldi fu ricondotto H; ì?ìrenze- con un battaglione di granatieri. Ditemi, vi prego* qualcosa dell'effetto che produsse questo passo do. lungo tempo necessario e se si teme in Firenze o per altro città. 13 un momento decisivo perche non e atto che possa restare isolato. La aera, della battaglia e più interessante della giornata, ed è facile perdere il frutto di questa so non si sa usarne. Se si è misurato e specillato tutto il tondo della piaga nelle, varie parti d'Italia, si comprenderà questa necessita.
Vi sarò grato So prendete un móméato per cfemf cJSi che sapete di proposito. I momenti son gravi, e i presentimenti miei non erano fallaci.
A ffcziona tissimo
TJAI/JBM0. 2.
Cortona, Mercoledì (settembre 1867). Caro Barbèra,
Grazio della premura di aworfcuì ideila prosa- del Garibaldi. Gorne vendete, qui lo seppi subito essendo sulla linea. Ora conviene badare al contraccolpo. A Roma, forse sventerà, so il Menotti non è fra coloro che passarono, ma mi dà pensiero Io stato della Romagna in preda ai mazziniani, le cospirar ioni predisposte a Torino e a Palermo: le velleità solleticate a Napoli e il risveglio colà del Murattismo e del Borbonismo secondo gli avvisi ohe ne ebbi, il Graribaldismo lombardo e la Massoneria. uh grave momento e spero ohe il Governo misurerà tutta l'estensione del male ohe si era preparato e agirà con prudenza sì ma con fermezza su tutta la linea. Ciò però he più che mal vedo dovere preciso di quanti amano il paese è di appoggiare ora esplicita-