Rassegna storica del Risorgimento

Italia meridionale. Storia economica. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <452>
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452 inondatici Esposito
Esso è inoltre una testimonianza dell'interesse della storiografia eco­nomica per il settore militare sulla scia della tendenza, affermatasi a partire dalla fine degli anni Cinquanta, ad una trasformazione, a livello internazio­nale, degli stessi studi storico-militari, la cui situazione può dirsi oggi radi­calmente mutata. Al monopolio quasi esclusivo degli storici militari, infatti, concentrati nello studio degli anni di guerra e delle singole operazioni belliche in particolare (histoire-bataillè), si è sostituito un quadro più artico­lato frutto dell'interesse di studiosi intenti ad esaminare le determinanti della politica militare, le regole della società militare e della sua cultura, a pesare le conseguenze delle guerre come agenti di grandi trasformazioni sociali: il tutto nel quadro più ampio della storia della società e della politica. Si pensi ad esempio allo studio di André Corvisier sull'esercito francese di Luigi XIV, scelto come mezzo per l'analisi delle relazioni fra i ceti sociali in età moderna e impostosi soprattutto per la novità del metodo d'indagine, basato prevalentemente sull'analisi quantitativa che, se usata con criterio, può presentare molti vantaggi rispetto ai metodi tradizionali di ricerca storica.2)
Un nuovo e più esteso campo di indagine, supportato dagli stretti rap­porti tra la nuova storia militare e le altre scienze sociali, come la sociologia, e in particolare la sociologia militare, la scienza della politica e l'economia, ha consentito di sostituire la tradizionale etichetta di storia militare con quella di war and society studies .
Per avere un'idea sia pure approssimativa della trasformazione, su scala internazionale, degli studi storico-militari avvenuta in quest'ultimo trenten­nio, può essere utile citare il contributo offerto dalla rivista War and Society, fondata nel 1983 grazie al sostegno dell'Australian Defence Force Academy, che consiste non solo nel proporre nuovi obiettivi di ricerca rispetto a quelli più tradizionali della histoire-bataillè, ma anche nel riconsiderare l'interpreta­zione storiografica di temi già affrontati, al fine di superare la tradizionale settorializzazione della disciplina.3)
Significativi sono i saggi di John Keegan, Paul Fussell ed Eric Leed sull'esperienza di guerra, realizzati sulla base di fonti come la memorialìstica e metodi presi a prestito dalla psicologia o dalla sociologia dell'organizza-
9 A. CORVISIER, Uarmie jranpise de la fin du XVII siicle au ministre de Choiseul. Le soì-dat, Paris, 1964; M. HOWARD, The Franco-prussian war, London, 1961; ID., War in Europea bistory, London, 1975; G. RJTTER, Staatskunst md Kriegshandwerk. Das Problem des Mihtari-smus in Deutschland, Munchen, 1960.
3 La rivista si legge nell'editoriale di apertura del primo fascicolo intende pub­blicare saggi sulle cause, sull'esperienza e sull'impatto della guerra in tutti i continenti e per i vari secoli dell'età moderna e contemporanea, con particolare attenzione al più ampio rapporto fra guerra e società: Passato e Presente, a. XI (1993), n. 30.