Rassegna storica del Risorgimento
Italia meridionale. Storia economica. Secolo XIX
anno
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1998
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pagina
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454
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454 Loredana Esposito
In merito al caso italiano i testi di P. Pieri, Storia militare del Risorgimento (Torino 1962) e di G. Rochat, L'esercito italiano da Vittorio Veneto a Mussolini 1919-1925 (Bari, 1969), hanno inaugurato una nuova tendenza seguila da P. Del Negro (Esercito stato e società. Saggi dì storia militare, Bologna, 1979), tesa a sottolineare lo stretto legame tra politica e società. Per alcune aree geografiche i contributi di Walter Barberis (Le armi del principe, Torino, 1988) e di Franco Della Peruta (Esercito e società nell'Italia napoleonica, Milano, 1988), hanno rispettivamente ricostruito, nell'arco di tre secoli, XVI-XDC, i tratti distintivi della politica sabauda nel contesto europeo ed evidenziato l'importanza del rapporto tra politica e società civile ai fini di una riconsiderazione delle vicende militari connesse all'affermazione della società borghese.
La guerra non è mai evento singolarmente presente, ma comporta problemi economici, tecnici, sociali e culturali di grande rilievo, che impongono una riflessione sulle possibilità e sulle modalità del cambiamento cui essa può e di fatto dà luogo. Illuminanti sono al riguardo i saggi di Luigi Mascilli Migliorini sulla cultura delle armi in età napoleonica che, attraverso la rivisitazione delle riflessioni di Luigi Blanch sulla scienza militare, aprono la strada ad una considerazione dei modi in cui la politica militare ha condizionato l'affermazione del mondo moderno e contemporaneo.6) Né la guerra manca di coinvolgere la psicologia, come sottolinea Sabino Loriga in Soldati - l'istituzione militare nel Piemonte del Settecento (Venezia, 1992), attraverso l'analisi del rapporto individuo-istituzione in una società Ancien Regime.
Non è infine da trascurare il lavoro dei cartografi militari, dei cosiddetti ingegneri geografi, le cui rilevazioni sul territorio sono oggi materia di studio significativa ai fini della ricostruzione di alcuni aspetti di particolare rilevanza militare e non: la posizione, le comunicazioni, l'esistenza di fortificazioni, le risorse, la toponomastica.7)
Per il Mezzogiorno i sempre utili saggi di Nino Cortese di impostazione liberale e politico-patriottica,8) vanno integrati con testi di vario spes
sì L. MASCILLI MIGLIORINI, La cultura delle armi. Saggi sull'età napoleonica, Pisa, 1992, p. 289 e segg.
7 Un'ampia documentazione a riguardo, relativa al periodo napoleonico, è racchiusa nell'archivio del Depot de la Guerre di Parigi; M. QUAINI, Identità professionale e pratica cognitiva dello spazio: il caso dell'ingegnere cartografo nelle periferie dell'impero napoleonico, in Quaderni Storici, 90, a. XXX, dicembre 1995, n. 3, p. 680 e segg.
N. CORTESE, L'esercito napoletano e le guerre napoleoniche (Napoli, 1927) e Corpi e scuole militari dell'esercito napoletano dal 1806 al 1815, estratto da Rassegna storica napoletana, a. 1, n. 4 (Napoli, 1933).