Rassegna storica del Risorgimento
Italia meridionale. Storia economica. Secolo XIX
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1998
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Fornitori dell'esercito borbonico
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sore e di differente orientamento;9) è tuttavia dall'incrociarsi delle prospettive che deriva l'approccio più convincente: il rilievo dato alle spese militari da lavori a sfondo economico, dal classico Bianchini,10) al recente contributo di Nicola Ostimi11) e le suggestioni dell'approccio socio-economico di John Davis,12) indicano l'opportunità di soffermarsi su temi che rispondono, per loro natura, a più interrogativi storiografici
Tal è, ad esempio, la questione degli appalti per le forniture militari che, nella prima metà dell'Ottocento, sia nel periodo napoleonico, sia negli anni successivi, rappresentavano una grossa opportunità per i capitali in cerca di investimento, anche a causa della forte dipendenza dell'attività commerciale dallo Stato. Si pensi che solo nel periodo compreso tra il 1806 ed il 1822 circa, le truppe cambiarono per ben nove volte foggia di vestire, oltre alle armi, agli utensili, agli attrezzi ed ai mezzi di trasporto, e tutti i protagonisti della vita economica del Regno erano più o meno, direttamente o indirettamente, impegnati in transazioni economiche legate alle suddette forniture,13)
Gli appalti più redditizi, concessi per il tramite di pubblici incanti, erano quelli per la fornitura del vestiario e delle sussistenze, la cui esecuzione l'Intendenza Generale dell'Esercito regolava attraverso la stipula dì contratti cosiddetti generali che, nel primo caso si esaurivano in pochi mesi, nel secondo, invece, variavano mediamente da uno a tre anni, ed impegnavano l'aggiudicatario dell'appalto a provvedere alle somministrazioni per tutte le truppe di qualunque arma dislocate nelle varie province del Regno. È evidente che una tale operazione su vasta scala richiedeva grandi risorse finanziarie e notevoli abilità imprenditoriali.
Le forniture dei generi di casermaggio e del materiale d'artiglieria erano invece regolate da contratti parziali che, stipulati con uno o più appaltatori nell'arco di uno stesso mese, se non addirittura nello stesso giorno, servivano a soddisfare i bisogni di un solo luogo o di una data porzione di
*) T. AKGIOLAS, Storia dell'esercito borbonico, Napoli, 1070; G. BOERI e P. CROCIANI, L'esercito borbonico dal 1789 al 1815, Roma, 1989 e L'esercito borbonico dal 1815 al 1830, Roma, 1995, in cui si presta maggiore attenzione all'aspetto amministrativo.
,<J) L. BIANCHINI, Storia delle finanze del Regno di Napoli, Napoli, 1859 (ristampato nel 1971 con il titolo di Storia delle finanze del Regio delle Due Sicilie a cura dì L. DE ROSA).
H) N. OSTUNI, Finanza ed economia nel Regno delle Due Sicilie, Napoli, 1992.
W J.A. DAVIS, Società e imprenditori nel Regno borbonico 1815-1860, Bari, 1979 e The politicai rote o/the ne apolì tati army during the decennio Francese, in Esercito e società nell'età rivoluzionaria e napoleonica, a cura di A. M RAO, Napoli, 1990, p. 152 e segg.
J3> L. BIANCHINI, op, cit9 Libro VII, Sex. Ili, spese per l'esercito, pp. 796-797.