Rassegna storica del Risorgimento

Italia meridionale. Storia economica. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <472>
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qualità e provenienza) presso i relativi magazzini di approvvigionamento; la consegna poteva aver luogo in una sola volta oppure in più volte, come specificato nel contratto. Da tali magazzini il materiale veniva prelevato e consegnato per la lavorazione, sempre a spese del fornitore, ai diversi locali adibiti all'uopo. Essi erano: l'Arsenale di artiglieria di Napoli, la Real fabbrica d'armi di Torre Annunciata, la Real fonderia di Napoli, la Real montatura d'armi, la ferriera di Poggioreale, l'officina delle piastrine di Lancusi, la Mongiana, gli Arse­nali di Messina e Palermo, il Magazzino delle bombe in Gaeta e, a partire dal 1846, la fabbrica di Pietrarsa.27)
Sulla base di una ricostruzione effettuata grazie all'ausilio del Bollettino delle leggi e dei decreti per l'anno 1824, relativo al materiale di artiglieria allora impiegato ed alle relative spese, è possibile tracciare una tabella dell'armamento corrispondente ai diversi corpi dell'esercito nel periodo considerato (1819-1836):
- Per le compagnie dei reali alabardieri in Napoli e Palermo, spade con foderi ed alabarde;
- Per la compagnia di polizia del Real palazzo, moschettoni con baio­nette e foderi e sciabole di fonderia con foderi;
Per il- corpo dei pionieri e cacciatori reali a cavallo, come sopra;
- Per i cacciatori a cavallo, moschettoni di cavalleria, pistole e sciabole di cavalleria con foderi;
- Per i granatieri della Guardia Reale, fucili da granatieri con baionette e foderi, moschettoni con baionette e foderi, sciabole di fanteria con foderi, strumenti da guastatori, sciabole a sega con foderi;
- Per i cacciatori della Guardia Reale, fucili da cacciatori con baionette e foderi ed il rimanente come sopra;
- Per la cavalleria della guardia o della linea, carabine, pistole, sciabole di cavalleria con foderi;
- Per l'artiglieria a cavallo della guardia, pistole e sciabole di cavalleria con foderi;
- Per l'artiglieria a piedi e per i zappatori, moschettoni con baionette e foderi, sciabole di fanteria con foderi;
- Per gli artefici pompieri ed armieri, sciabole di fanteria con foderi;
W La ricostruzione archivistica dei contratti di fornitura per l'artiglieria e dei relativi appaltatori si è però rivelata lacunosa e frammentaria giacché il crollo dei locali siti in Pizzofalcone, causato dall'ultimo evento bellico, ha provocato, come precisato nell'inventario, la distruzione di molti fasci del fondo Intendenza Generale dell'Esercito. Dell'originaria consistenza di circa 7.000 fasci (versati dal Comando Militare del X Corpo d'Armata il 30 gennaio 1866) se ne sono salvati poco più di un migliaio; di questi è stato possibile identificarne solo 100 che riguardano per lo più la corrispondenza di carattere generale e coprono un arco temporale di circa ventanni