Rassegna storica del Risorgimento
Italia meridionale. Storia economica. Secolo XIX
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1998
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Fornitori dell'esercito borbonico
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Decreto del 16 agosto 1817, II semestre
Decreto del 13 marzo 1818,1 semestre
Decreto del 29 giugno 1824,1 semestre
Decreto del 3 marzo 1828,1 semestre
Decreto del 2 giugno 1830,1 semestre
Sui criteri di distribuzione e somministra-zione dell'orzo e dell'avena alle truppe in guarnigione.
Sulle cauzioni da darsi dai gestori dell'amministTazione militare, ad ampliamento del precedente decreto dell'I 1 luglio 1817.
Ordinanza dell'amministrazione militare del Regno delle Due Sicilie.
Regolamento sullo svolgimento dell'asta pubblica, ad ampliamento del precedente decreto del 29 giugno 1824.
Sulle misure da adottare per garantire il corretto adempimento delle forniture militari.
b) II funzionamento dell'asta pubblica.
Le condizioni secondo le quali dovevano effettuarsi gli appalti per asta pubblica venivano stabilite quattro mesi prima del loro termine dalle rispettive Giunte, sulla base delle istruzioni da esse ricevute. La Giunta Generale dei Contratti Militari, dovendo provvedere alla sottoscrizione di un contratto di fornitura per l'esercito (viveri, vestiario, casermaggio, materiale di artiglieria), invitava tutti gji interessati, mediante uno o più manifesti pubblicamente affissi, a presentare le loro offerte entro un tempo non superiore agli 8-10 giorni dalla pubblicazione del primo manifesto, data in cui avrebbe avuto luogo Tasta, presso la Segreteria della Giunta medesima, sita nei locali di S. Maria delle Grazie a Toledo.
Tutte le offerte dovevano essere accompagnate da una cauzione o in iscrizione sul Gran Libro del debito pubblico oppure in biglietto di tenuta, da valere come cambiale, a nome di un noto e ricco commerciante, pari a circa 1/3 dell'importo complessivo della fornitura.
L'asta pubblica aveva luogo nei locali della Giunta sopra indicati, dove, fatti entrare il banditore ed i licitatoci, il presidente ordinava al Segretario di dare lettura, a voce alta e chiara, dei patti e delle condizioni sulla cui base l'appalto avrebbe dovuto ultimarsi. Indi si procedeva alla lettura delle offerte ed alla accensione della candela, la cui durata corrispondeva al tempo a disposizione dei licitatoli per produrre ribassi sull'offerta iniziale. Estintasi la candela, il banditore, accertatosi dell'assenza di altre e più vantaggiose offerte, ripeteva ad alta voce gli ultimi valori, aggiudicando l'appalto agli ultimi offerenti per i prezzi e con i ribassi indicati. A questo punto il presidente ordinava al segretario di redigere, in pubblica seduta, il