Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <488>
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488 Andrea Ciampani
E mandati espressamente contrari all'esenzione fiscale consegnarono ai loro commissari gli uffici VII, VIU e II rappresentati nella giunta rispetti­vamente dal biellese Trompeo, da Sella, e da Maurigi.
Nell'ufficio VII vi era stato un vero pronunciamento collettivo: di San Donato chiedeva non un sussidio o concorso ma opere da costruirsi nell'interesse del Governo, mentre Romeo esigeva che non fossero date altre sovvenzioni oltre i 50 milioni. Critici ma disponibili al concorso si dimostrarono Sidney Sonnino, contrario alla dicitura del progetto di legge ritenuta fomite interminabile di liti, e Alessandro Guiccioli, che vorrebbe le opere che debbono servire al Comune fatte dal Comune, quelle del Governo fatte dal Governo;16) più puntuali e limitate furono le obiezioni di Luporini e di Bortolucci. Toccò a Trompeo, eletto commissario, rappre­sentare la deliberazione dell'ufficio che respingeva l'art. 4, orientamento da lui stesso espresso in sintonia con PandolfL
Anche l'ufficio "VTII approvò il progetto, esplicitamente stigmatizzan­do, tuttavia, l'esenzione fiscale: Menotti giungeva a intravedere in questa scelta del ministero il rinnovarsi di una vecchia disposizione papale. Anche il Sanguinetti si oppose risolutamente alla stessa disposizione, espri­mendo la sua complessiva resistenza ad un progetto che avrebbe incitato il comune a spese straordinarie, creando un centro forzato di attività indu­striale. Per Sella, infine, la caduta dell'articolo 4 costituiva condizione neces­saria all'accettazione di una proposta che lo vedeva nel complesso favore­vole, in quanto quasi tutte le opere edilizie prospettate nella convenzione sembravano rispondere a servizi dello Stato.17)
Al Sella nella giunta della Camera si affiancò, infine, il Maurigi nomi­nato dall'ufficio II, ben disposto verso la proposta governativa, seppur lo Stato, a suo avviso, talora apparisse abdicare dal suo ruolo a favore del municipio. Ma quando, dopo alcune considerazioni critiche di Cardarelli sui problemi igienici del futuro ospedale e la relativa replica di Seismit Doda, si giunse ad esaminare l'art 4, Plebano e Maurigi espressero la loro netta opposizione. L'ufficio, perciò, diede l'incarico al Commissario di insistere per la soppressione dell'articolo.18)
La commissione per l'esame del disegno di legge fu, perciò, costituita da Ruspoli e Del Zio, orientati a una conferma complessiva della proposta ministeriale, affiancati da Mazza e Lorenzini, eletti da uffici in cui si era manifestata una maggiore dialettica; in una posizione di mediazione era
iù) Contrario a tale parere si manifestò Brunetti che, invece, riteneva vantaggioso per Roma il progetto e conveniente far eseguire dal Comune i lavori, governativi. Resoconti Ufficio VII, hi.
") Resoconti Ufficio Vili, itti.
,s> Maurigi riteneva l'articolo assai grave in quanto creava fabbricati privilegiati e non privilegiati. Resoconti Ufficio li, ivi.