Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <492>
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492 Andrea Cìampani
riale, lasciando a Maglioni il compito di sostenerlo circa la tesi relativa agli oneri immediati minori che ne verrebbero allo Stato; toccò a Baccelli dilungarsi su cosa dovesse intendersi come pala2zo delle Scienze, questione cara al Sella, e dichiarare il policlinico l'edificio governativo più urgente. Tra blandizie e intransigenze, Depretis concludeva precisando che egli esprimeva un'opinione personale e non definitiva, essendo Ton.le Cairoli, il propo­nente della legge, assente, e dovendo in ogni modo la controversia essere esaminata dal Consiglio dei Ministri plenario. Dopo tali considerazioni, a causa di un malore che colse, nell'aula vicina, Corbetta, commissario pel progetto di legge intomo al corso forzoso, si sospese la discussione, che venne rinviata al giorno seguente.28) Raccoltisi gli otto commissari, il 12 gennaio 1881, dopo una lunga discussione a cui tutti presero parte, la commissione deliberò all'unanimità di mantenere fermo in massima il controprogetto da essa formulato :29)si approvarono così dodici articoli di legge che, di fatto, davano al provvedimento un significato del tutto diverso.
La trasposizione del contenuto della convenzione nell'articolato legisla­tivo, sembrava rendere lo Stato, in ordine ai principi, soggetto assoluto e regolatore dell'iniziativa, ridimensionando il ruolo del governo e dando una diversa valenza politica al concorso nelle opere di ampliamento della capi­tale. Così facendo, si travolgevano gli equilibri delicati costruiti dal governo con il municipio sul piano della corresponsabilità delle due amministrazioni e si operava un intervento puntuale e riordinante sul piano delle opere stesse, aggirando e superando d'un tratto le estenuanti azioni di compromis­sione, in riferimento alla localizzazione degli interventi, effettuate in oltre due anni di trattative da ministri e consiglieri municipali. Del resto, la convenzione non veniva neppure nominata.30)
La legge avrebbe accuratamente distinto, piuttosto, quanto doveva es­sere fatto a carico dello Stato, che autorizzava le costruzioni governative con una spesa di 30 milioni31) da inserirsi in un apposito capitolo di bilan­cio intitolato Opere pubbliche governative in Roma (articoli 1 e 2), da quanto doveva essere realizzato dal municipio di Roma (col concorso dello Stato), per una spesa massima di 20 milioni, ma in misura non superiore
2*) Verbale commissione n. 4, seduta dell'I 1 gennaio 1881. Ivi.
29) Verbale commissione n. 5, seduta dell'I 2 gennaio 1881, ivi.
3) 0 Disegno della Commissione è riportato in AP, CD, Documenti, Legisl. XIV, la ses­sione, n. 123-A, pp. 29-31
*f) Da una bozza manoscritta del disegno della Commissione si può leggere una nota relativa alla individuazione della cifra dei 30 milioni: (2) Il Ministro dell'Interno dichiarò alla Commissione che il costo della costruzione delle opere governative era certamente superiore ai 25 milioni Includendo la spesa dei trasporti, degli adattamenti, del completa-mento del mobilio, la commissione suppose che la spesa possa ascendere ai 30 milioni. (ASCD, Disegni di <-. Legisl. XIV, sessione unica 1880-1881, nn. 123-127, voi. 317).