Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <496>
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496 Andrea Cìampanì
La Commissione interpellò l'onorevole Ministro dell'Interno per conoscere quali fossero i terreni ai quali si intendeva concedere questa esenzione. L'onorevole Ministro rispose che non poteva fare alcuna dichiarazione in proposito e che il R Decreto, di cui parla il proposto articolo 4, sarebbe fatto nel biennio dopo maturati studi .4
Avventuratosi, poi, nello studio degli effetti sul sistema economico della esenzione rilevò che i benefici ottenuti con la mancata imposta sul costo delle pigioni sarebbero venuti meno qualora, per motivi diversi, si fosse avuto un aumento non indifferente del valore dei terreni. Inoltre, l'effetto di abbassamento del costo delle pigioni sarebbe stato
più sensibile a quelle zone più contigue che vennero privilegiate col vantag­gio della esenzione. Per le zone più lontane invece può essere assai più importante la frequenza dei ponti il cui transito sia gratuito, la costruzione di ampie strade sulle quali si abbiano rapidi mezzi di comunicazione, il buon assetto delle vie tutte, e non una condizione di cose come ad esempio quella che ora il pubblico lamenta, ed il municipio ha il torto di tollerare, alTEsquilino .43)
Conveniva, così, non danneggiare, con l'esenzione in discussione, lo sviluppo delle fabbricazioni in alcune zone di Roma, come l'Esquilino, Monti e Prati di Castello, da lui espressamente ricordate; notazione niente affatto tecnica, se si tiene conto che gli ambienti economici interessati a tali zone avevano rappresentanze equilibrate nei partiti di Destra e di Sinistra.
A sostegno di quanto esposto dal Sella, e con argomentazioni che ricordavano con evidenza le sue dichiarazioni, giunsero alla Camera dei deputati, poco dopo l'approvazione della relazione della commissione, due significative petizioni. Appena il 26 gennaio 1881, infatti, l'amministratore delegato della Società delFEsquilino, Giulio Ricotti, inviava ai deputati una lettera in cui si condannava proprio l'art 4 che veniva a colpire
gravemente gli interessi dell'Impresa dell'Esquilino, la quale in esecuzione dei suoi contratti col Comune di Roma ha già impiegato nelle costruzioni della la zona dell'Esquilino la ingente somma di lire 25 milioni, ritraendole per i suoi azionisti il modico corrispettivo del 4 per cento l'anno [...], ed altre somme egregie deve ancora erogarvi a compimento de* suoi obblighi contrattuali.44)
*2> IPÌ, p. 5.
43> Ivi, p. 6.
**) Petizione dell'Impresa Esqoilino alla Camera dei Deputati, Roma, 26 gennaio 1881, in Distffri di <f, Legisl. XIV, sessione unica 1880-1881, nn. 123-127, voi. 317.