Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno
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1998
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pagina
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497
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La tee per Roma del 1881 491
L'impresa perciò ricorreva contro la creazione di una artificiale e dannosa concorrenza, raccogliendo la protesta di tutti coloro che hanno impiegato fin qui i loro capitali nelle nuove costruzioni in Roma. E ricorreva mescolando questioni di principio, osservazioni politiche, considerazioni economiche. Innanzitutto, si osservava che
la esenzione appare proposta spontaneamente dal Ministero nello intendimento di favorire lo sviluppo delle nuove costruzioni, supponendo necessaria tale deroga ai principi proclamati dallo Statuto per provvedere ai bisogni della Capitale del Regno; ed è stata proposta dopo che da dieci anni sono già sorte e continuano a sorgere nei nuovi quartieri moltissime case sia per i bisogni delle classi operaie, sia per quelli delle classi agiate, in un momento in cui le nuove costruzioni hanno preso un grandissimo sviluppo .45)
Si veniva a configurare una anomalia contraria ai principi dello Statuto politico, tanto più dopo che, in omaggio a tali principii, si fece cessare una esenzione simile che era stata accordata con una legge del cessato Governo Pontificio per questa stessa Città di Roma. Tale obiezione al ministero liberale, nella quale era possibile intravedere una qualche minaccia di nuove possibili alleanze col mondo cattolico, era rafforzata dalla seguente considerazione: non avendo individuato le aree dell'esenzione, legate ad un piano regolatore ancora da farsi, ma spettando al municipio l'indicarle e all'esecutivo l'approvarle, il potere legislativo veniva a trovarsi invitato ad accordare un privilegio lesivo delle uguaglianze, che è la base dello Statuto, senza neanche sapere a chi sarà riservata la fortuna di questo favore.4 Tuttavia, la Società dell'Esquilino mostrava di conoscere i meandri dei corridoi del palazzo:
Tutto però fa prevedere che quel favore si vorrebbe principalmente accordato allo stesso Comune di Roma per la seconda e la terza zona dell'Esquilino; e l'on. deputato Emanuele Ruspoli, ex sindaco di Roma e membro della Commissione parlamentare incaricata dell'esame del disegno di legge, ha dichiarato, in una recente lettera pubblicata nei giornali, di aver inutilmente domandato nel seno di quella Commissione che il Governo concorresse a favorire il Comune nelle aree dell'Esquilino di sua proprietà, rinunciando al beneficio del medesimo l'intiera imposta fabbricati per un determinato numero di anni, sembrandogli giusto che il Governo non scendesse a fiscaleggiare in quei terreni sopra i quali, per utile pubblico, aveva già speso oltre dieci milioni.47)
*5) ibidem. 46) Ibidem. 7) Ibidem.