Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno
<
1998
>
pagina
<
498
>
498 Andrea Ciampani
Si giungeva cosi, ad un ribaltamento della richieste avanzate dalla Società: per evitare di rendere privilegiate le zone comunali dell'Esquìlino, danneggiando quelle vicine della Società Esquilino e facendo lucrare gli altri, si chiedeva, infatti, di respingere l'esenzione
ovvero di accordarla indistintamente a tutte le nuove costruzioni già ratte in Roma e specialmente nei nuovi quartieri, a partire dal giorno in cui Roma ru. proclamata Capitale d'Italia, e a quelle che vi si faranno nel termine che verrà stabilito.48)
Si sarebbe allora tornati di nuovo alla situazione di concordia del mondo finanziario liberale dalla quale Ruspoli era partito nel 1877, complicatasi e resa conflittuale durante i diversi gabinetti Depretis e Cairoli.
In tal senso voleva pesare anche un'altra petizione, che proveniva da ambienti in parte differenti; mentre la Società deU'Esquìlino rappresentava gli interessi consolidatisi nel quinquennio di governo della Destra e costituitisi intomo ad opere edilizie in gran parte già avviate, la lettera spedita da Torino il 7 febbraio 1881 daU'amministratore delegato della Banca Tiberina al presidente della Camera dei deputati, voleva difendere nuovi interessi organizzati intorno ai capitali impiegati in terreni edificabili a Castro Pretorio, Macao e Prati di Castello. Anch'essi si sentivano orfani di promesse cadute nel corso delle trattative pel concorso, e vedevano nell'articolo caro a Depretis da una parte un grande atto di ingiustizia e una causa di gravissimi danni per coloro verso dei quali lo Stato dovrebbe professare sentimenti di gratitudine, dall'altro un pretesto ad accuse di favoritismi ingiustificati.49) Non senza forzature, si ricordava nella lettera l'azione di coloro, non speculatori ma animosi, secondo l'espressione di Sella, 59)
che, avendo fede nell'avvenire del proprio Paese, affrontarono il grave problema quando la novità della cosa, l'incertezza dell'avvenire, l'insufficienza degli operai, le esagerate illusioni dei proprietari dei suoli imposero loro ingenti sacrifici.51)
48> Ibidem.
ty La lettera spedita dall'amministratore delegato della Banca Tiberina al presidente della Camera dei deputati, Torino, 7 febbraio 1881, ibidem.
5) li quanto ai privati se perniciosissima ci sembra l'opera degli speculatori sui terreni, tanto più degni di lode crediamo gli animosi, che, fidenti dell'avvenire politico ed economico di questa metropoli, la dotarono di tante novelle abitazioni, sicché nuovi quartieri, i quali hanno quasi la importanza di novelle e non insignificanti città, si andarono aggregando alla vetusta Roma. Relazione della Commissione In AP, CD, Documenti, LegisL XIV, 1 sessione, n. 123-A, p. 2.
S) Lettera spedita dall'amministratore delegato della Ranca Tiberina al presidente della Camera dei deputati, Torino, 7 febbraio 1881, in Disegni di legge, LegisL XIV, sessione unica 18804881, nn. 123-127, voL 317.