Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno
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1998
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500
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500 Andrea Ciampani
Il comportamento dei consiglieri municipali della Sinistra fu deciso; nella richiesta, presentata da colui che si ricordava come ultimo oppositore della convenzione e sostenuta autorevolmente in aula consiliare soltanto dai moderati Piperno e Finali, si intrawedeva una iniziativa volta a mettere in difficoltà il ministero Cairoli-Depretis. H deputato Seismit Doda, assessore capitolino e firmatario della convenzione del municipio col governo, non esitò a dichiarare: Lasciando i sottintesi, il fatto è che si vuole una dimostrazione del consiglio in favore del controprogetto. Sarebbe ciò conveniente?.55) Il consigliere progressista Carancini rilevò, al di là delle caute dichiarazioni d'intenti dei firmatari, la volontà di provocare un voto in favore dell'opposizione parlamentare al progetto del governo.56) Di fronte a tali reazioni, Finali e Pipemo (seguiti da Balestra e Righetti), si accontentarono di prendere atto delle rassicurazioni di Armellini, facente funzioni di sindaco,57) e infine, come richiesto dalla giunta capitolina, finirono col ritirare l'interpellanza.
Fu allora, nel rallegrarsi di tale decisione, che Doda volle sottolineare l'esigenza capitolina di evitare di suscitare una questione politica nel dibattito della Camera intorno al concorso dello Stato per Roma; perciò, sarebbe stato inopportuno un pronunciamento del Campidoglio sul controprogetto, dato che la maggioranza della commissione è rappresentata da due dissidenze politiche, quelle appunto del Nicotera e del Sella.58)
Evidentemente la Sinistra governativa tendeva a disincentivare il valore politico di quanto era accaduto nella commissione parlamentare, puntando sul dibattito della Camera, dove, sia pure con qualche eventuale modificazione, la convenzione avrebbe potuto contare sulla maggioranza politica; per la Destra era importante mantenere la pressione sul progetto governativo, non per farlo naufragare, ma per difendere meglio gli interessi degli ambienti moderati romani e per assumere una posizione politicamente redditizia nel dibattito nazionale.
Il Sella era, infatti, intento non solo a recuperare la guida del suo partito, ma anche a ravvivare il suo progetto trasformista venendo incontro alla sinistra del Cairoli, che, sebbene interessato sul piano locale a tale manovra, si trovava da essa posto in imbarazzo di fronte a Depretis, che proclamava a scala nazionale l'unità della Sinistra contro il ritomo della
ss; lvit p. 353.
Ibidem.
7) Il presidente dell'assemblea capitolina assicurò che se fosse stato interpellato dal governo in forma generale egli avrebbe assicurato la disponibilità capitolina ad accettare modifiche vantaggiose per Roma; qualora gli fossero state richieste opinioni sopra specifici particolari egli avrebbe convocato il consiglio comunale. Raccolta degli atti dt, p. 354.
M) In, p. 355.