Rassegna storica del Risorgimento

GUALTERIO FILIPPO ANTONIO
anno <1921>   pagina <490>
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ma
Piero Barbèra
sacrifizio nel solo interesse della cosa pubblica e secondo le consuetudini costituzionali .
I Ministri che occupavano cariche alla Corte erano Menabrea Presidente del Consiglio: Ministro degli Esteri e Primo Aiutante di Campo di S, M. il Re: e Gamhxay-Digny Ministro delle Fi­nanze e Introduttore degli Ambasciatori.
I giornali di quel giorno" accennarono alle difficoltà di ri­solvere la crisi di Gabinetto per il motivo espresso nella lettera del Lanza e venne accennato in alcuni anche il nome del Gual-terio. La sera stessa del 26 Novembre egli presentò a S. M. le dimissioni da Ministro di Gasa Beale per quanto il suo allon­tanamento non fosse stato richiesto dal Lanza dicendo nella sua lettera che potendo esservi chi può considerare la presenza della mia persona presso V. M. come ostacolo alla soluzione di una crisi che affligge il paese, io sento tutto il mio debito di pregare la M. W. a non soffermare il pensiero su ciò e darmi la facoltà di ageTOlare queste difficoltà* siano pure nel- l'animo dì pochi e siano pure ipotetiche, permettendomi di ri- tornare alla vita privata e dedicarmi alla mia famiglia >.
E così fu, e il povero Marchese dimenticato, lungamente in­fermo, impoverito dalla sua generosità a servizio della causa italiana si spense a Roma, come ho raccontato nei miei Qua­derni, il 10 Febbraio 1874 recitando VAve Maria da lui stesso tradotta quando era giovane, in versi italiani, squisitamente.
Ripeto: egli fu mal giudicato. Chi lo conobbe, chi ebbe le sue confidenze, gli sfoghi del suo animo appassionato, chi lésse le sue lettere agli intimi, come fu Gaspero Barbèra, deve dire, malmenando i noti versi di Dante: se il mondo sapesse il Cuor ch'egli ebbe, logorandosi giorno per giorno nel fare ciò che ere-deva sinceramente il bene della Patria; se il mondo, ora imme­more o ignaro, non si cura di lodarlo, assai lo loderebbe.
PIERO BAEBÈEÀ