Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia sociale. Secolo XVIII
anno
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1999
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Silvia Cavicchio/i
il trattato di Worms, era passata dal Ducato di Milano agli Stati di Sua Maestà il re di Sardegna. Carlo, padre di Giovanni Battista e di Luigi, aveva sposato nel 1743 Laura Bianchino,4) sua cugina prima per parte materna, confermando una pratica comune per mantenere intatto il patrimonio familiare.5) H padre di Laura, Giovanni Battista Bianchino, facendo testamento nel 1727, aveva lasciato a titolo di dote alla dilettissima sorella Isabella, rimasta nubile, la possessione di una masseria il Basso nel territorio di Pallanza e aveva istituito eredi universali dei suoi beni tutti li figli maschi in fidecommesso perpetuo prevedendo una dote di 6.000 per ogni figlia; se fosse morto senza eredi maschi, avrebbe lasciato tutto alle femmine.6) Morì effettivamente nel 1743 senza discendenza mascolina, ma non senza aver espresso il desiderio di avere il nipote Carlo come genero. Seguendo la consolidata pratica della monacazione forzata per evitare la divisione dell'eredità, le sorelle di Laura vennero messe in convento, due nel monastero di Santa Giustina in Canobbio e una alla Madonna del Monte sopra Varese.7) Nel giro di poco tempo fecero rinuncia a titolo di donazione tra vivi e lasciarono le loro sostanze come fidecommesso a favore dei figli maschi di Laura.8) Non sappiamo perché proprio a lei, che era la
statìstico degli Stati di S. M. il re di Sardegna, alla voce Pallanza, Torino, Maspero, 1848; A. MANNO, Il Patriziato Subalpino, voi. in, dattiloscritto presso la Biblioteca Civica di Torino, pp. 83-87; A.C., Carte di famiglia in generale, m. 2, Esposizione dimostrativa sullo stato nobile della famiglia Cadorna da Pallanzp, passim,
*) I Bianchino vantavano prerogative di nobiltà, come si rileva dall'istanza di comparizione del 2 agosto 1710 davanti al Collegio dei Nobili G. C, Cavalieri, e Conti di Milano. A.C., Carte di famiglia in generale, m. 2 bis, f. 5, sf. 3.
5 Sulle diverse interpretazioni del matrimonio tra cugini si veda D.E. ZANETTI, JLa famìglia patrìzia milanese, in AA. VV., I vincoli familiari in Italia dal secolo XI al secolo XX, a cura di A- MANOUKIAN, Bologna, 11 Mulino, 1983, p. 235; G. MONTRONI, Alcune riflessioni sulle storie ài famiglia in età contemporanea, in Studi Storici, 1986, n. 4, pp. 908-909; G. DELUXE, Strategie di alleanza e demografia del matrimonio, in AA.VV., Storia del matrimonio, a cura di M. DE GIORGIO-C. KLAPISCH-ZUBER, Roma-Bari, Laterza, 1996, pp. 295-298.
A A.C, Carte di famiglia in generale, m. 12, testamento di Giovanni Battista Bianchino, 26 giugno 1727.
A.C, Carte di famiglia in generale, m. 12, confesso di Giovanna Teresa Cadolini priora del Monastero di S. Giustina in Canobbio, 12 settembre 1757; A.C, Carte di famiglia in generale, m. 4, Cadorna. Alla fine del 700 il monastero delle agostiniane di S. Giustina ospitava 24 religiose. Archivio di Stato di Torino (d'ora in poi A. S.T.),. Sezione Prima, Materie ecclesiastiche. Monachi di diversi paesi per A e B ra. 4>
9 A.C, Carte di famiglia in genera/e, m. 2, f. 1, sf. 24. Sulla monacazione forzata e, più in generale, sul matrimonio limitato come strategia di conservazione si veda P. MACRY, Ottocento. Famiglia, éìites e patrimoni a Napoli, Torino, Einaudi, 1988, pp. 14-15, 19-20, 24;