Rassegna storica del Risorgimento
MENOTTI CIRO ; MOTI 1831
anno
<
1921
>
pagina
<
500
>
500
Guido Ruffitti
Scriveva il Saia il 23 gennaio 1830: (1)
Nella disgraziata situazione dell'Italia, che come snol dirsi si sarebbe appigliata ad un ferro rovente, si è trattata l'ipo- tesi di interessare il duca di Modena, e la sua ambizione, ad appoggiare un movimento nazionale; e in ciò convennero no- mini di chiaro patriottismo, e che tu conosci. Io pure, benché rabbrividii alla prima proposizione, pure mi ci assuefeci, per- che in fondo sono persuaso che gran fortuna sarebbe per noi un movimento qualunque egli fosse o religioso, politico, una guerra civile, un disordine, uno strabalzaniento o rovescio del- l'orribile stato attuale. Cogli elementi di nazionalità e libera- lismo che esistono in Italia, sempre si farebbe servire alla lunga alle nostre mire quand'anche si trattasse di mettere il" Papa sul trono d'Italia. Ohi fa i troni li disfà, e l'asse di fre- sco conteste facilmente si sgiungono. E come il nostro grande e primo interesse è di disfare, sarei stato grato al Duca se avesse voluto aiutarci, e sopra tutto che quando si tratta di fare dei Ee, tant'è sian buoni o cattivi. Vedi questa perla che abbiam posto in trono come gonzi; e che farebbe di peggio l'Estense! Gli sciocchi siam noi troppo poco maturi per non saper volere la Eepubblica. Il Duca ha capito benissimo che la libertà che gli offriva un trono, ne lo avrebbe sbalzato, e si è aggrappato all'aquila bicipite stretto alla quale, se ab- biam cuore gli dobbiamo tor l'anima.
Io mi fermo all'idea di rovesciare il presente e bramo e faccio voti perchè la rivoluzione sia tale, che anneghi in san- gue tutte le italiano dinastìe devote allo straniero, e i satel- liti di esse, e che se siamo gli ultimi a scuotere il giogo non sia per cangiarne la forma come han fatto costoro, ma per farlo in schegge e non lasciarne vestigio.... .
Difficoltà e diffidenze generava ancora nel gennaio del '31 fra i liberali della vicina Eeggio, di Bologna, della Bomagna, l'idea del concorso ducale già da tempo abbandonata dal jVfisìey e dal Menotti, per manovre alle quali il duca non doveva es--sere estraneo. Il Menotti lo afferma nella sua lettera del 7 gennaio al Misley (2) della quale sono noti i passi seguenti:
(1) B. Archivio di Stato di Reggio Emilia. Carte del Dott. Prospero Èfc*1 rondi.
(2) Autografo - Archivio Mieley.