Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
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1999
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Civitavecchia e i fatti del 1820 63
normali case dopo aver terminato il periodo di detenzione: i due mondi non erano completamente separati.
Questo modo di vivere, i legami, pur labili, tra le due comunità furono sconvolti dalla fulminea discesa delle truppe francesi in Italia. Le tre galere ormeggiate nel porto della cittadina furono sbrigativamente requisite con tutto il loro equipaggio e inglobate nella flotta comandata dal generale Desaix che il 26 maggio 1798 lasciò Civitavecchia per incontrarsi con Napoleone al largo della Corsica e fare rotta verso l'Egitto per la celebre campagna militare del Bonaparte.2 Nelle battaglie che seguirono, le imbarcazioni pontificie furono distrutte, scrisse in un opuscolo l'assennata P. Manzi: In tale spedizione si può dire che finisse la militare marineria pontificia, perché quel naviglio più non tornò, quasi tutte le genti, spinte su pel Nilo, perirono tra il ferro dei mamelucchi e la mancanza delle vettovaglie.21) La navigazione a remo subì un colpo definitivo, la vecchia galera veniva cancellata con brutalità, nello Stato pontificio non ne sarebbero state costruite altre.
La fine di questo tipo di imbarcazione poneva sostanzialmente due problemi allo Stato: 1) come difendere e sorvegliare le coste. 2) cosa fare dei forzati che continuavano ad affluire in grande numero nella darsena di Civitavecchia. Alla prima questione pensarono per qualche anno i francesi; dopo la restaurazione, il pontefice chiese aiuto alla marina inglese. Il secondo quesito ebbe una parziale e debole risposta nella decisione di Pio VII di aumentare il numero delle case di forza. Nei due primi decenni del XIX secolo, furono adattate a bagni penali Castel S. Angelo e l'edificio voluto da Clemente XI per ampliare i granai dell'annona alle Terme di Diocleziano.22) Queste costruzioni potevano ospitare complessivamente anche 500 detenuti. Ma ciò era certamente insufficiente, per tentare di dare almeno un riordinamento alla grave situazione che si era venuta a creare. Pio VII, che era riuscito solo nel 1805 a mettere piede a Roma dopo essere stato eletto
a") A. GUGLIELMOTTI, Stona folla Marina pontificia cit, voi. IX, p. 293. Costretti a consegne e a spese straordinarie dai francesi, la famiglia Manzi (v. nota 7), assentisti camerali delle galere, fini in rovina.
2f) P. MANZI, Stato antico e attuale di Civitavecchia, Prato, 1836, p. 46,
G. MORONI, Dizionario di erudizione storico ecclesiastica, Venezia, 1847, voi XLIII, pp. 32-33. A Castel S. Angelo furono destinati in massima parte militari che erano stati condannati, ma accanto ad essi, si trovavano anche alcuni civili. Altri bagni penali nello Stato pontificio si trovavano ad Ancona, Anzio, Spoleto, Narni, Paliano, Terracina, Imola. A Roma fu adattata allo scopo anche una vecchia caserma nelle vicinanze del Colosseo. Nei vecchi granai delle Terme di Diocleziano era stata fondata precedentemente una fabbrica di calancà o cotone stampato. Vedi M. D'AMELIA, Intraprendenti, lavoranti e Camera apostolica. Poter* e protesta in una fabbrica del 7001 in Movimento operaio e socialista, 1979, pp. 315-336,