Rassegna storica del Risorgimento

MENOTTI CIRO ; MOTI 1831
anno <1921>   pagina <508>
immagine non disponibile

POS Guido lluf/ini
toro vita ed averi, bisogna pur ammettere invece che il duca II ripagava con controconfideuze che rappresentavano una compli­cità. Questa complicità falsa nel suo intimo, non costituiva meno un accordo interessato agli occhi dei liberali.
A questo accordo essi avevano creduto nel primo periodo, sia pure colle naturali riserve, e ciò è provato: dall'azione svolta presso i comitati degli esuli di Londra e di Parigi per far ac­cettare il duca come capo del nuovo Stato, dalla confidenza fat­tane a Napoleone m dal Menotti, dalle testimonianze dei con­temporanei.
Ma è tempo, abbandonando per un momento la crìtica alla trattazione del Rosi, di esporre ordinatamente i fatti, perchè da soli, nella loro sequenza e nel loro insieme, essi danno ragione delle inesattezze e delle contraddizioni con le quali, separata­mente presi, furono giudicati.
Nel 1826, a cosi breve distanza dalla infelice rivoluzione del 1821, .la possibilità di formare nell'Italia Centrale un forte regno, retto costituzionalmente, focolare della indipendenza nazionale, doveva essere, nella mente del Misley, preparai da combina-nazioni che si assicurassero una solida base al nuovo stato.
Il popolo non poteva nelle condizioni dell'Europa di allora, fare da solo. L'appoggio di un monarca come Francesco IV, ambizioso, ricco ed esperto, era da lui giudicato necessario per l'organizzazione interna e per le relazioni coli'estero.
La costituzione che il duca doveva dare, avrebbe per con­senso stretto intorno a lui l'elemento liberale. H rivolgimento doveva farsi in momento di fermenti ed attuazioni analoghe in altri paesi.
Dopo aver accennato al duca queste idee (che collimavano d'altra parte con analoghi progetti del sovrano) il Misley parte per la prima volta da Modena nel 1826 e va in Francia per ab­boccarsi coi liberali Francesi e coi proscritti dell'Italia e di altre nazioni. Col maturare del suo progetto le relazioni col duca si fanno più strette ed egli percorre, nel '27, '28 e '29, l'Europa con passaporto del duca, precisando le combinazioni e prepa­rando l'azione. L'assenso del duca diventa a questo punto effet­tivo' e la sua candidatura viene posta dal Misley agli esuli ita-