Rassegna storica del Risorgimento
MENOTTI CIRO ; MOTI 1831
anno
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1921
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pagina
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512
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5L* Guido Ruffini
Nonostante il Misley da Parigi, dove svolgeva intensa opera per la liberazione degli arrestati di Venezia, dichiarasse in una lettera aperta al Ministro Sebastiani: (1) On domande des velations à Celeste Menotti, comme prix do sa liberation. Mais Celeste Menotti ignorait absoluinent l'origine, les moyens, les * dótails de cette conspiratìon ed affermasse fieramente ; * Je eonnais bien tout ce que le cabinet autrichien desire tant sa- voir: je le publierai quand je le croirai opportun, et mes recits peuvent aller au delà de vos interèts et de vos desirs , Celeste Menotti aveva parlato ben chiaramente (2) insistendo sulla notoria complicità del duca e come lui avevano parlato chiaramente altri suoi condetenuti, talché l'Austria seppe tutto quello che voleva sapere.
Non è il caso di riferire qui estesamente questi documenti, finora non pubblicati, dei quali l'importanza merita una completa esposizione a parte, che è oggetto di imo studio in corso.
Interessa per contro al nostro scopo il notare che l'inquirente austriaco di Venezia dette una speciale importanza ai costituti di Celeste Menotti e di Lotario Bacciolani, dei quali, scegliendoli fra una settantina di costituti di condetenuti per la Stessa causa, fece estrarre una copia speciale pel Viceré (3) come si rileva dagli ineartamenti resi di recente da Vienna all'Archivio di Stato di Milano.
La lettura di questi costituti dimostra quale cura abbia posta l'inquirente nel far precisare quanto era a conoscenza dei cospi-* ratori sulle trame ducali. L'interesse del funzionario austriaco è dissimulato sotto un'apparenza di incredulità assai riguardosa per il duca estense. Le risposte degli inquisiti non lasciano dubbi e prospettano, ad evidente scopo difensivo, le trame ducali estese anche all'ultimo periodo. L'Imperatore che non voleva fai* pub-
(1) Pubblicato nel Nfttìonal del 12 settembre 1831.
(2) Celeste Menotti riferisce i piani del Misley e del suo accordò eoi duca, gì estende a parlare della missione Manzini, riportando persino testualmente, conversazioid da questi avute col duca, otta nomi, precisa date e richiama tutte le considerazioni che possono avvalorare la convinzione dei liberali ohe quanto ferivano loro il Misley. il Manzini e Ciro Menotti non poteva essere un frutto della loro fantasia.
(3) R. Archivio di Stato di Milano, bombardisene Venetìanisohe General Gouvernement, 1881-1833. Busta 22-24, nn. Ì094 e 2150.