Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Polonia. Storia militare. Secoli XIX-XX
anno <1999>   pagina <164>
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164 Krystof Zaboklicki
lombarda, potevano far ritorno in patria appena ciò fosse diventato possi­bile; il soldo, l'equipaggiamento, l'approvvigionamento, ecc. del corpo ausiliare era evidentemente a carico del governo lombardo, peraltro non ancora formalmente riconosciuto dalla Francia. Proclami ai polacchi con invito ad arruolarsi, firmati da Dabrowski, furono pubblicati su giornali e diffusi sotto forma di volantini in Lombardia, in Francia, in Svizzera e anche beninteso soltanto sotto forma di volantini messi in circolazione clandestinamente nella Polonia occupata dalle tre potenze. Inoltre ai primi di febbraio l'Amminis trazione Generale della Lombardia lanciò un proclama a tutti i polacchi che hanno abbandonato o siano per abbando­nare il patrio suolo per amore della liberta che vale la pena di citare in extenso
Generosi Polacchil le virtù vostre riscossero già lo stupore e l'aminirazione di tutto il mondo, e quanto è nota l'infamia de' vostri usurpatori altrettanto si rammemora con rispetto la vostra costanza ed il coraggio col quale combatteste da soli i coalizzati tiranni. Spargevasi in quel tempo gran sangue in tutta l'Europa per la sacra causa della libertà. Era lo scopo di tutti i re l'opprimere sotto il giogo del despotismo le intere nazioni; era dunque impresa comune di tutti i popoli cono­scitori de' propri diritti il respingere la forza colla forza. Le vostre intrepide popolazioni furono le prime bene mente di tutta l'umanità pel sacrifizio delle proprietà e della vita medesima, che non curarono, per opporsi agli esecrabili violatori d'ogni legge, e se per molte sgraziate combinazioni, per l'infelice posizione territoriale, per le forze sommamente superiori de' vostri nemici, doveste cedere palmo a palmo un terreno coperto di cadaveri d'eroi non siete vinti o Polacchi, finché vivete.
Fraterne braccia vi stende il popolo Lombardo, che in sul cammino della li­bertà vi chiama compagni. La Francia liberatrice invincìbile di chi aspira a rompere e calpestare le catene proprie solo degli schiavi insegna in queste contrade con incessanti trionfi a stabilire coll'armi e sopra basi irremovibili l'unica sovranità, quella del popolo.
Accorrete o Polacchi, nel nostro seno, che noi vi raccoglieremo come fratelli, avrete patria con noi sempre comune, infino a tanto che dalla sorte, forse non lontana, vi si apra il campo felice onde rivedere i vostri focolari, abbracciare con gjoja le vostre famiglie, e riedificare vittoriosi la vostra Repubblica. Frattanto guerregiando insieme a noi, combatterete sempre i tiranni. Sì Polacchi guerrieri, combattiamoli e H vinceremo, vinciamoli e se ne perderà per fino il nome. Sarete per tal modo riconosciuti da quel popolo carico di gloria, ch'avendo superata e disciolta una formidabile e tirannica coalizione ci è guida ed appoggio a mostrarci dignitosamente sul nostro suolo e dovunque, come popoli che sapranno per sempre chiamarsi liberi ed invincibili.
Egli è in conseguenza di queste massime profondamente impresse nel cuore del popolo Lombardo, che autorizzata l'amministrazione generale della Lombardia, dal generale in capita dell'armata d'Italia Bonaparte, ha presi gli opportuni concerti col generale Dombrowski Polacco, egualmente autorizzato, con che avrà fòrza di